AGRICOLTURA - GORACCI (PRC-FED. SIN.): “UNA LEGGE REGIONALE CHE RICONOSCA E ISTITUISCA I DISTRETTI RURALI E AGROALIMENTARI”

<p>post <b>M. Zingales </b>UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) PERUGIA - Una legge e un regolamento attuativo, entro il 2010 per il riconoscimento e l’istituzione di Distretti rurali e Distretti agroalimentari di qualità. È quanto chiede alla Giunta regionale, attraverso una mozione consiliare, Orfeo Goracci (Prc-Fed.sin.) che precisa come nella legge in questione venga individua “già nel prossimo bilancio di previsione un’adeguata <b>copertura</b> economica per attivare e avviare i progetti e le attività già individuate per il territori, a partire dalle realtà già dotate di una definizione territoriale e che hanno già indicato i propri assetti e obiettivi”.</p>
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<p>L’esponente di Rifondazione comunista spiega nella mozione che i distretti rurali e agroalimentari di qualità costituiscono “una variante di declinazione tematica della vasta categoria dei distretti produttivi la cui origine è <b>legata</b> alla necessità di dare una risposta ai segni che iniziavano a manifestarsi attorno alla fine degli ’80, riguardanti elementi di crisi nei sistemi industriali di tutte le aree del nostro paese. Vi si definiscono delle relazioni di cooperazione e collaborazione, in forme anche associate e con scambio di know-how, di piccole e medie imprese una possibilità di contrastare la concorrenza dei mercati globalizzati.</p>
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<p>Inoltre – sottolinea Goracci - la spinta verso l’aggregazione imprenditoriale, ha fatto considerare questa configurazione con attenzione crescente, e nel 2001 viene definita con il decreto legislativo ‘228/2001’: ‘una norma di carattere generale che estende la possibilità di dar vita a questo tipo di soggetti locali anche nel mondo dell’agricoltura’”. Ai fini della attivazione dei distretti rurali ed <b>agroalimentari </b>di qualità, è specificato nella mozione “è necessario che le Regioni recepiscano il decreto legislativo ‘228/2001’ ed emanino apposita legge per il loro riconoscimento e la loro istituzione, atti già adottati da alcune Regioni”.</p>
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<p>Nel documento si ricorda poi che in Umbria sono state già attivate alcune iniziative finalizzate alla formazione di distretti rurali che attendono che la Regione assuma gli atti necessari per la loro istituzione: “Undici Comuni dell’Umbria e delle Marche e una Comunanza Agraria, della dorsale <b>appenninica</b> umbro-marchigiana – spiega Goracci -, hanno costituito un comitato promotore, legalmente registrato, per il riconoscimento di un Distretto rurale interregionale dell’Umbria e delle Marche con finalità ed obiettivi già individuati ed assolutamente coerenti con lo spirito e le linee di indirizzo contenute nel d.lgs. ‘228/2001’.</p>
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<p>Si spazia, infatti, dalle attività economiche, alla gestione sostenibile delle risorse naturali, nonché al miglioramento della qualità della vita e del lavoro e della governance locale, mantenendo la possibilità di aprirsi a future adesioni di altri Comuni”. E a giudizio di Goracci, la crisi economica in corso e la chiusura di alcune attività industriali importanti per questa area geografica “devono impegnare istituzioni ed enti locali ad assumere ogni iniziativa utile a perseguire e praticare percorsi <b>innovativi</b> che sappiano rilanciare anche una economia di territorio, a ripartire dalla condizione di ruralità con riferimento alle specificità che, messe in rete, possono rimotivare e riattivare attività e funzioni che da anni versano in condizioni di abbandono e/o marginalità”.</p>

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