ADOC, ITALIA ANOMALIA D’EUROPA, SOLO NEL BELPAESE I PREZZI AUMENTANO QUANDO IL PETROLIO CALA

<p>post <b><span style="color: #000000;">M. Zingales</span> <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com">@</a></b> (UJ.com) PERUGIA - Un litro di benzina in Italia costa in media il 4% in più che nel resto della zona euro, secondo un'indagine dell'Adoc. L'Umbria, come il resto d'Italia è tra i Paesi più cari d'Europa, ma è anche l'unico Paese dove il<b> prezzo</b> della verde aumenta quando il petrolio cala. E la forbice con la media europea è cresciuta del 3,3% negli ultimi 6 mesi. "Lo scorso settembre un litro di benzina in Italia costava lo 0,7% in più rispetto alla media europea. Oggi il distacco è aumentato del 3,3%.</p>
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<p>L'Italia è un'anomalia europea, solo qui la benzina aumenta più velocemente che negli altri Paesi addirittura dobbiamo assistere al triste scenario di un aumento a fronte del calo della materia prima. Mentre negli altri Paesi il costo è rimasto invariato o anche calato. Il confronto con gli altri Paesi europei è <b>imbarazzante</b>. In Austria mettere benzina costa il 20% in meno, in Spagna il 18%, in Svizzera il 14% in meno. Anche in Germania, Francia e Inghilterra si spende di meno. E' necessario istituire un'Authority apposita per i carburanti, il caro benzina sta mettendo in ginocchio gli italiani."</p>
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<p>Appare evidente che il caro benzina agisce come propulsore oggettivo, e in alcuni casi da alibi, per un rincaro generalizzato di tutti i generi di consumo trasportabili. Il sospetto che le grandi compagnie petrolifere si accordino per la "gestione" dei prezzi ci sembra evidente, per questo avanzeremo la proposta di <b>organizzare</b> lo sciopero contro il caro carburanti usando la formula roulette sorteggiando fra le varie marche due compagnie e inviteremo i cittadini a non farvi rifornimento. Siamo certi che in questo modo, sospendendo i rifornimenti a rotazione fra le grandi marche e contestualmente utilizzando le pompe di benzina no logo avremmo la possibilità di rompere eventuali accordi a danno dei consumatori</p>
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