A. MERLONI: VESCOVO ASSISI A MINISTRO, SERVE RISPOSTA A CRISI

<p>post <b>M. Zingales </b>UJ.com2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b><span style="color: #c00000;">@</span></b></a> (UJ.com) ASSISI - Informato di agitazioni che i lavoratori dell’azienda Antonio Merloni intendono mettere in atto, perché il loro problema sia posto efficacemente al centro dell’attenzione pubblica, mons. Domenico Sorrentino,  Arcivescovo-Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, esprime la sua solidarietà  e quella della Diocesi, già da tempo allertata  attraverso la <b>Commissione</b> per i problemi sociali e del mondo del lavoro. Si fa insieme portavoce della vicinanza dell’intera Conferenza Episcopale Umbra.<br /><br /><a target="_blank" title="Guarda video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=bo2lOy25TBw"><img style="border: 1px solid black; float: left; margin: 2px;" src="http://www.umbriajournal.com/MediaCenter/API/Risorse/StreamRisorsa.aspx?guid=80C60FAC-9853-4C3F-9B75-6586FBCD56D2" border="0" /></a>«A due anni dall’inizio della crisi non si vede ancora uno sbocco. Certamente dei passi sono stati tentati,  ma occorre   premura   per arrivare  a una conclusione soddisfacente. Lo stato di <b>sconforto</b>, a quanto è dato di sapere,  è più che giustificato e potrebbe degenerare se le autorità preposte non riescono a dare una risposta rapida e concreta». É l’appello accorato che mons. Sorrentino rivolge al nuovo Ministro per lo Sviluppo Economico, l’on. Paolo Romani.<br /><br />«La  crisi dell’azienda Antonio  Merloni non è meno grave di altre situazioni critiche da cui in questo periodo il nostro Paese è afflitto. È in gioco il futuro di migliaia di persone e di famiglie. Una crisi come questa trascina con sé le sorti di un intero territorio, provato anche da altre gravi criticità. Sulle ferite ancora non del tutto rimarginate del sisma del ‘97 si abbatte un terremoto sociale. Occorre una soluzione possibilmente unitaria e comunque dignitosa per tutti i lavoratori interessati. È il momento – sottolinea il Vescovo di Assisi - di rimettere al centro del sistema economico il lavoro e la dignità della persona. Senza questo ribaltamento di prospettive la pace sociale è sottoposta a gravi e <b>imprevedibili</b> rischi. Come Chiesa ci uniamo nella preghiera e nella solidarietà con tutta la nostra gente, e in particolare con le famiglie direttamente toccate dalla  crisi, auspicando la decisa e fattiva attenzione delle autorità, nella fiducia che anche la legittima protesta dei lavoratori resti nei limiti delle regole sociali».</p>

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