A. MERLONI: MANIFESTAZIONE DEI PRECARI DEI COMUNI DI NOCERA UMBRA E VALTOPINA

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><span style="color: #c00000;"><b>@</b></span></a> (UJcom) PERUGIA - I quarantaquattro precari del comune di Nocera Umbra e di Valtopina che rischiano dal primo gennaio 2011 di perdere il posto di lavoro hanno manifestato stamattina di fronte a palazzo Donini, sede della Giunta regionale. Una delegazione composta dai responsabili di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl e da una rappresentanza dei lavoratori ha incontrato l'assessore al Bilancio Franco Tomassoni e il membro dell'ufficio di gabinetto Valentino Valentini. I posti dei lavoratori, assunti ai sensi della legge 61 (post-sisma), sono a rischio a partire dal primo gennaio 2011, causa la scadenza (fissata al 31 dicembre 2010) dell'Accordo di <b>programma</b>. Le parti sociali hanno avanzato alla Regione due richieste: la prima, la proroga dei contratti, così da evitare la perdita dei posti di lavoro; la seconda, l'estensione anche ai 44 precari dell'Accordo di programma che ha permesso di stabilizzare quei dipendenti che erano stati assunti ai sensi della legge 61 prima del 2002.</p>
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<p>Da parte sua, l'assessore Tomassoni si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il prolungamento, a tutto il 2011, dei contratti in scadenza. Riguardo la seconda richiesta sindacale l'assessore, sottolineando l'impossibilità di prorogare l'Accordo di programma, ha proposto di far rientrare il processo di stabilizzazione nella riforma endoregionale e all'interno della costituenda Unione dei comuni (individuando, ad esempio, forme incentivanti per le amministrazioni che assumono i precari). I <b>sindacati</b> e i lavoratori hanno espresso un giudizio positivo sull'apertura, specificando però che lo stato di agitazione dei lavoratori permarrà fino all'accordo definitivo sulla stabilizzazione. Fra 15 giorni è stato fissato un nuovo incontro tra le parti. Tra i 44 lavoratori scesi in piazza, c'è chi è precario da un minimo di otto a un massimo di tredici anni, con i rispettivi contratti che venivano rinnovati di anno in anno. Un meccanismo che, causa la mancanza di fondi da parte dei comuni, rischia di incepparsi a partire dal prossimo anno. Quando, inoltre, entrerà in vigore la normativa Brunetta, che per tre anni bloccherà di fatto concorsi e assunzioni nelle pubbliche amministrazioni.</p>
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