Trasimeno – grande successo della fattoria ittio-didattica

fauna-ittica(umbriajournal.com) SANT’ARCANGELO – Decollo molto positivo per la fattoria ittio-didattica del Trasimeno. Nei suoi primi mesi di vita sono già qualche centinaia gli studenti, di tutte le età (dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado), che hanno visitato il nuovo centro visite con tanto di fattoria ricavato dalla Provincia di Perugia negli spazi che già ospitano l’impianto ittiogenico di Sant’Arcangelo di Magione. Nel solo periodo che va da febbraio a maggio 2013, secondo quanto riferisce il responsabile Mauro Natali, sono circa 400 i giovani giunti a visitare la struttura didattico-ambientale accompagnati dai propri insegnanti. Si sono mossi per lo più dai principali centri del territorio lacustre, ma c’è da segnalare anche la presenza di una classe dell’Itas Galilei di Ancona. Partenza dunque con il piede giusto per questo nuovo progetto voluto dall’Amministrazione provinciale di Perugia e collegato anche all’Oasi La Valle di San Savino. Un percorso didattico su circa 450 metri di superficie, dove i ragazzi vengono educati alla conservazione, al rispetto, alla gestione e all’uso responsabile dell’ambiente lago, attraverso la conoscenza e l’approfondimento delle specie ittiche e del loro habitat. Al loro arrivo i visitatori vengono avvicinati alla realtà del Trasimeno tramite pannelli dedicati al lago ed alle sue caratteristiche ecologiche, con particolare riferimento alla flora e alla fauna “sotto” il livello dell’acqua. I pannelli illustrano concetti fondamentali di ecologia delle acque dolci: ecosistema acquatico, produzione primaria, catena alimentare, piramide trofica, ciclo dell’azoto e del fosforo. Sono presenti tre cilindri trasparenti con colture di fitoplancton e zooplancton e modelli ingranditi degli organismi in essi contenuti. In quattro piccole vasche sono esposti organismi di piccole dimensioni: molluschi, crostacei insetti e pesci. In sette grandi acquari sono ospitati i pesci presenti nel Trasimeno. Ogni vasca è corredata da pannelli didattici in cui sono descritte le caratteristiche, le abitudini alimentari, il comportamento e l’origine (autoctona o alloctona) delle specie ittiche esposte. L’ambientazione all’interno degli acquari è curata, ricostruendo l’habitat, in modo quanto più possibile fedele a quello naturale: fondale sabbioso, fondale misto con rocce, con idrofite e canneto sommerso. Due grandi vasche circolari di sei metri di diametro completano l’area ed in esse si possono ammirare pesci di grandi dimensioni, anche provenienti da altri ambienti acquatici. E’ presente anche uno spazio didattico per la presentazione del Centro, per l’introduzione delle attività, le discussioni informative e l’organizzazione della visita. Gli spazi restanti sono organizzati come un esplor-acquario: un’area contenente le vasche, gli acquari, le colonne con il plancton e che permette di riconoscere le specie con l’ausilio di una chiave dicotomica; fotografare gli esemplari nelle vasche con l’ausilio di un fotografo naturalista ed effettuare il disegno naturalistico dei vari pesci con l’ausilio di un disegnatore naturalista. “Fin dall’inizio – sono le parole del presidente Marco Vinicio Guasticchi – abbiamo creduto sull’utilità di un simile progetto al quale va riconosciuta un’indiscussa valenza scientifica e didattica, a cui si aggiunge un’importante funzione di valorizzazione del territorio lacustre, tra i più ricchi in nostro possesso”.

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