Tetramorphosys, Acquasparta, la Pièce teatrale di Francesco Saverini

TetraACQUASPARTA – La pièce teatrale dal titolo “Tetramorphosys”, che nasce e prende il titolo dall’omonimo lavoro pittorico di Francesco Severini in quella che è oggi una camera picta all’interno della propria abitazione ad Acquasparta, trova la sua più compiuta parafrasi negli assunti prosaici e poetici del video (già pubblicato su YouTube). “Una camera delle meraviglie, una piccola wunderkammer, uno scrigno intimo ma non privato, dimora di animali e segreti, metafore e analogie poliformi, teorie filosofiche e colori levigati, assunti religiosi ed estensioni giocose. Dalla teoria dei quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco) alla scansione dell’opera alchemica, le cui quattro fasi – nigredo, albedo, citrinitas e rubedo – percorrono gli stadi dell’intera esperienza umana. Per arrivare alla quintessenza, la creazione purissima, attraverso una piena, consapevole trasformazione interiore.”
Quattro le scene, oltre ad un epilogo finale.

Sei i personaggi. L’Artista – ma anche il Mago o il Bagatto dei Tarocchi – ovvero l’alter ego scenico dell’autore; gli Elementi, ciascuno nella propria proiezione figurale femminile (la Terra, l’Acqua, L’Aria) e maschile (il Fuoco); infine la Quintessenza che, in sembianza di donna, appare inoltre nell’epilogo nelle vesti della Consapevolezza, tuttavia manifestandosi nella narrazione attraverso sortite fugaci nei panni della Musa dell’Artista. La rappresentazione è giocata, in effetti, sul ripetersi in certo modo magico del numero quattro, a sottendere le fasi di una vera trasformazione del personaggio principale (tetra/morphosys, appunto) in ordine agli stadi alchemici già elencati, a loro volta correlati alla quadripartizione pitagorica (la tetraktys) così come alle fasi del giorno: quattro sono infatti i momenti in cui le varie scene si snodano dividendo lo spazio temporale (la notte della nigredo, il mattino dell’albedo, il primo pomeriggio della citrinitas, il tramonto ovvero la rubedo).

La trasformazione, la più vera e tangibile, è quella che conduce l’Artista attraverso alcuni approdi essenziali, fasi parallele dell’arte e della vita: l’introspezione più dolorosa (la nigredo), la luce di un risveglio del fare (l’albedo), la ricerca dell’armonia (la citrinitas) e infine la conquista del fuoco interiore (la rubedo). La pietra filosofale e l’oro alchemico non sono altro che propaggini tangibili di un anelito alla conoscenza. Che trova la sua totalità suadente e vibratile nell’Amore, esito e ragione di una raggiunta Consapevolezza.

Il ricorso alla multimedialità – la proiezione del video all’inizio di ogni scena, gli “effetti” delle carte degli Arcani lanciate dai personaggi, la scena finale in cui l’Artista disquisisce con “sé stesso” fisicamente presente nel video – sottende la natura stessa del sogno, in quanto realtà figurale “tecnicamente” resa in una propria dimensione fisica.

Pièce teatrale in quattro scene e un epilogo di Francesco Severini

personaggi e interpreti

L’Artista (Tommaso Bassetti) – La Terra (Cristina Liti)
L’Acqua (Beatrice Beltrani) – L’Aria (Chiara Andreucci)
Il Fuoco (Francesco Bigerna) – La Musa, la Quintessenza (Federica Ficola)

Testi: Francesco Severini, Antonella Orlacchio
Musiche: Francesco Severini
Scene: Francesco Severini e tutti gli attori
Costumi: Francesco Severini – Sartoria: Ilaria Carletto
Video e computer grafica: Claudio Paris
Luci e audio: Musicalsound di Ludovico Ciribuco – Tecnico luci: Michele Bassetti
Fotografia: Stefano Casciotta
Regia: Francesco Severini

Una produzione in collaborazione con Bottegart

Prima rappresentazione: domenica 18 Maggio 2014 – ore 21,30 Acquasparta – Casa della Cultura “Matteo d’Acquasparta”

La rappresentazione sarà ripetuta domenica 8 Giugno 2014 – ore 21,30 nell’ambito della Festa “Il Rinascimento ad Acquasparta” in piazza F.Cesi

httpv://www.youtube.com/watch?v=j2vrI_UwVp0

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*