Sette ore di teatro e un libro per riscoprire Massimo Binazzi

Sette ore di teatro e un libro per riscoprire Massimo Binazzi
FESTIVAL DEI DUE MONDI Il Male Sacro Teatrino delle 6 Spoleto 8 luglio 2023 © Andrea Veroni

Sette ore di teatro e un libro per riscoprire Massimo Binazzi

di Antonella Valoroso
Con la maratona teatrale dello scorso sabato al Teatro Morlacchi di Perugia si è conclusa una prima importante tappa nel percorso di riscoperta e valorizzazione dell’opera di Massimo Binazzi, drammaturgo e regista umbro attivo soprattutto negli anni ’50 e ’60 del Novecento e troppo presto dimenticato. Lo spettacolo Male sacro, diretto da Antonio Latella e interpretato da diciassette straordinari allievi del terzo anno dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, era stato presentato la scorsa estate al Festival dei Due Mondi di Spoleto, ma è stato nelle repliche perugine inserite nella rassegna “Ridotto del teatro”, in cui pubblico e attori condividono lo stesso palcoscenico a distanza ravvicinata, che si è sprigionata tutta l’energia e la potenza di un testo che lo stesso Latella ha definito in più occasioni “ermafrodito”.

Sette ore di teatro scandite in quattro atti, una scena nuda i cui spazi vengono delineati soltanto dalle parole degli attori che recitano anche tutte le didascalie come parte integrante del testo, diciassette corpi fluidi che interpretano indifferentemente ruoli maschili e femminili. È a partire da questi elementi che la moderna tragedia della famiglia Morace prende vita davanti a un pubblico di spettatori/testimoni che condividono con gli attori la forza di un rito antico e la ricerca di una (im)possibile catarsi.

In una Calabria sospesa tra mito e storia -la vicenda si svolge negli anni del Fascismo e della Seconda guerra mondiale- Pietro Morace, la moglie Kyria, il figlio Alex e le figlie Xenio, Rosaria e Mara rivivono la tragedia degli Atridi: Pietro, proprio come Agamennone, sarà assassinato dalla moglie, e Alex, novello Oreste, verrà spinto al matricidio dalla sorella Mara, nel cui corpo si manifesta il “male sacro”, ovvero l’epilessia, che dà il titolo al testo.

“Ho incontrato Il Male Sacro molti anni fa” -ha ricordato Latella- “proprio nella biblioteca dello Stabile dell’Umbria, da cui ero stato chiamato per lavorare alla Tempesta di Shakespeare per la stagione 2003/2004. L’ho tenuto a lungo nel cassetto, e ogni volta che ho tentato di proporre il progetto, è stato respinto. Binazzi è un drammaturgo ingiustamente dimenticato, quasi sconosciuto”.

A vent’anni da quell’incontro, Latella è finalmente riuscito a riportare Massimo Binazzi sul palcoscenico grazie alla collaborazione tra il Teatro Stabile dell’Umbria, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e il Festival dei Due Mondi di Spoleto. L’auspicio è che, anche grazie alla nuova edizione di due testi dell’autore umbro -“Il male sacro” e “Delirio e morte di Adrian Leverkühn”- nella Collana Morlacchi Spettacolo diretta da Alessandro Tinterri e Giovanni Falaschi, l’opera di Binazzi possa trovare un nuovo pubblico di spettatori e di lettori.

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