PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI NICOLA MOLE’ – UNO DEI TANTI. MEMORIE TRA MILITANZA RELIGIOSA E IMPEGNO POLITICO

libro(umbriajournal.com) TERNI – “Uno dei tanti. Memorie tra militanza religiosa e impegno politico” è il libro dell’avvocato Nicola Molè, editrice Ave, che sarà presentato al Museo diocesano di Terni venerdì 21 giugno alle ore 17.30.
Alla presentazione interverranno: il prof.Mario Tosti ordinario di Storia Moderna nell’Università degli Studi di Perugia e docente di Storia della Chiesa moderna all’Istituto Teologico di Assisi, mons. Gianni Colasanti direttore dell’istituto di scienze religiose di Terni, il prof. Mariano Borgognoni docente all’Istituto Teologico di Assisi e l’autore. Coordina la prof. Carla Arconte.
Un libro autobiograficom dove si permeano esperienze vissute dall’autore nell’ambito dell’associazione Azione Cattolica Italiana – che ha sempre accompagnato la formazione umana e sociale del giovane prima e adulto Nicola poi, lasciando impressi valori profondi – insieme ad una fervente passione per l’intero mondo ecclesiale e diocesano, unito ad un forte impegno sociale e politico.
“Nicola Molè, dal suo angolo di osservazione – scrive il prof. Mario Tosti nella presentazione del volume -, non come storico, ma come credente, diventa esploratore attento e puntuale dei variegati scenari nazionali e locali, ecclesiali e civili. Lo fa come laico che nella Chiesa, con gioia, vive la sua condizione laicale; ricorda i dinamismi spesso conflittuali, le elaborazioni teologiche e pastorali a seguito del Concilio Vaticano II, ripercorre la sua straordinaria avventura calata in un panorama amplissimo, aperto su tutti i fronti, dalla politica all’economia, dalla comunicazione ai partiti, dalla comunità ecclesiale alla società civile. Attraverso la narrazione delle sue vicende personali Nicola Molè racconta la storia dell’Azione cattolica, la grande associazione che, almeno sino alla fine degli anni Sessanta, ha raccolto la quasi totalità dei laici desiderosi di un più aperto impegno ecclesiale e che a partire dal 1965, sia a causa del travaglio giovanile sfociato nella contestazione del Sessantotto, sia per il nuovo impianto della comunità ecclesiale voluto dal Concilio, entro in una grave crisi. Il processo accelerato di secolarizzazione rese assai profondi gli effetti di quella crisi: fare associazione andava bene in una “chiesa società perfetta” da sostenere nella società civile, non trovava più collocazione né nella “chiesa comunità”, né nei mutati rapporti con la storia civile e politica”. E ancora: “Al centro della sua vita e il suo intenso lavoro per fondere interessi civili, professionali e cristiani nella prospettiva di un apostolato basato sull’ideale di moralità dell’esistenza, che potremmo anche definire ideale di giustizia. In un’epoca, quale quella che viviamo, fatta di propagande – politiche culturali – economiche – e di interessi, la sua testimonianza disinteressata appare una provocazione, attraente, eloquente, ma soprattutto confortante”.

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