Un viaggio nel potere cittadino prende forma a Palazzo Lippi
Parole chiave: pergamene, governo medievale, potere civico, giustizia comunale, Collezione Albertini, Fondazione Perugia, araldica, notai medievali, registri podestarili, arti figurative, Galleria Nazionale dell’Umbria, Palazzo Lippi Alessandri, storia comunale, documenti storici, Medioevo italiano
La Fondazione Perugia riporta in città un nucleo documentario di valore straordinario con la mostra “Pergamene che parlano: Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV”, allestita a Palazzo Lippi Alessandri dal 26 gennaio al 2 giugno 2026. L’esposizione ricostruisce, attraverso materiali originali e prestiti istituzionali, la struttura del governo comunale, l’amministrazione della giustizia e le forme simboliche del potere nella Perugia medievale e rinascimentale, offrendo un quadro storico di rara completezza.
Il ritorno di un patrimonio disperso
Il cuore della mostra è la Collezione Albertini, un insieme di oltre 1700 pergamene che per secoli era rimasto fuori dalla città. Ceduto dal Comune nel 1853 e poi disperso tra privati e istituzioni internazionali, il fondo è stato conservato fino al 2024 dai discendenti di Louis Albertini a Parigi, prima dell’acquisizione da parte della Fondazione Perugia. Il rientro di questo corpus permette di ricomporre una parte essenziale della memoria istituzionale cittadina.
Le pergamene esposte erano le copertine dei registri dei podestà e dei capitani del popolo, magistrati forestieri incaricati della giustizia tra XIII e XV secolo. Gli stemmi dipinti, ancora vividi, identificano con precisione i funzionari e la loro provenienza, trasformando semplici strumenti amministrativi in messaggi politici destinati a ribadire autorità e legittimazione.
Un percorso nella storia della città
Il percorso espositivo guida il visitatore attraverso secoli di trasformazioni. Il Duecento appare come un periodo di espansione urbana, crescita economica e consolidamento delle istituzioni comunali. Nei secoli successivi, tra crisi demografiche e pestilenze, la città continua a rinnovarsi grazie allo Studium Perugino, alle grandi opere pubbliche e alla progressiva affermazione di una nuova aristocrazia urbana che ridisegna equilibri sociali e assetto territoriale.
Dialogo con le arti figurative
Accanto ai documenti, la mostra intreccia un dialogo con opere provenienti dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, selezionate per restituire il contesto visivo in cui le pergamene furono prodotte. Tra queste emergono la Madonna dell’Umiltà di Guglielmo Veneziano, la Santa Dorotea di Andrea di Bartolo di Fredi, la Madonna della Misericordia di Giovanni Boccati e la Madonna col Bambino e san Giovannino dello Scheggia. Completano il quadro la testa di angelo Agostino di Duccio e ceramiche di Deruta appartenenti alle collezioni della Fondazione Perugia.
Al centro della Sala Lippi trova posto il modellino ottocentesco della Fontana Maggiore realizzato da Giuseppe Minottini, simbolo dell’identità civica e della complessa organizzazione politica della città. Per la prima volta vengono inoltre presentate le monete del ripostiglio monetale di San Francesco al Prato, preziose testimonianze dell’economia tra XIV e XV secolo.
Scritture, saperi e simboli del potere
Documenti come la Matricola dei Giuristi e le matricole dello Studium Perugino mostrano il legame tra formazione giuridica e governo cittadino. Ampio spazio è dedicato alle diverse forme di scrittura notarile, dalla cancelleresca alla gotica libraria fino alla littera antiqua, rivelando la competenza tecnica dei notai e il loro ruolo nella costruzione dell’autorità pubblica.
In questo contesto, l’araldica diventa un linguaggio essenziale: gli stemmi dipinti sulle pergamene funzionano come codici visivi del potere, strumenti per datare e attribuire i documenti e, soprattutto, per comunicare l’identità politica dei magistrati.
Un’esperienza arricchita da contenuti multimediali
L’allestimento integra contributi multimediali che ampliano la lettura dei materiali: proiezioni ad alta definizione della Sala dei Notari, interviste agli studiosi, un video dedicato al restauro delle pergamene e un dispositivo interattivo che illustra le fasi della digitalizzazione dei registri.
La mostra è accompagnata da un catalogo scientifico edito da Fabrizio Fabbri Editore, con contributi dei membri del comitato scientifico e degli ideatori del progetto: Giovanna Giubbini, Alberto Grohmann, Francesco Federico Mancini, Maria Grazia Nico Ottaviani, Ferdinando Treggiari, Massimiliano Bassetti, Filippo Orsini, Matteo Ferrari e Samuele Ranucci.
Perugia: Pergamene che parlano – mostra storica
La Fondazione Perugia presenta la mostra
“Pergamene che parlano: Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV”,
un percorso che ricompone un patrimonio documentario unico, riportando in città le
pergamene della Collezione Albertini. L’esposizione racconta il funzionamento del
governo comunale, l’amministrazione della giustizia e i simboli del potere attraverso
documenti, opere d’arte, araldica e contributi multimediali, offrendo una lettura
completa della storia cittadina tra XIII e XV secolo.
Giorno: Lunedì 26 gennaio 2026
Orario di inizio: 15:00
Luogo: Palazzo Lippi Alessandri, Corso Vannucci, Perugia
Descrizione:
Mostra storico-documentaria dedicata al governo medievale di Perugia, con pergamene
della Collezione Albertini, opere della Galleria Nazionale dell’Umbria, materiali
multimediali e approfondimenti curati dal comitato scientifico composto da
Giovanna Giubbini, Alberto Grohmann, Francesco Federico Mancini,
Maria Grazia Nico Ottaviani, Ferdinando Treggiari, Massimiliano Bassetti,
Filippo Orsini, Matteo Ferrari e Samuele Ranucci.

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