“Young Jazz Festival”, il vetro si trasforma in strumento musicale

Blueside_foto 3FOLIGNO – Si suonerà utilizzando strumenti musicali come gong, udu drum, maracas, shekerè, tubofoni, campane tibetane, campane tubolari, glass chimes. Ma la loro straordinaria particolarità ed unicità è quella di essere in vetro. Sarà quindi sicuramente un momento magico ed irripetibile il concerto in programma sabato 17 maggio all’interno del nuovo spazio Zut! di Foligno in occasione della prima giornata di Young Jazz Festival, l’edizione del decennale, e con inizio alle 21.30.
Una partenza originale e molto suggestiva per il festival folignate che quest’anno all’interno della sua sezione rivolta al sociale “Jazz Community” ha inserito – al fianco quindi delle altre iniziative (Giezzisti, Liberorchestra, Spring Jazz) che fanno diventare il jazz la musica che unisce e dà voce a tutta la comunità, compresi i disabili, gli anziani, i bambini e gli stranieri – pure un tema socio-ambientale come quello del riciclo. Protagonista sarà quindi il vetro che grazie all’esperienza, all’artigianalità e all’innovazione tecnologica firmate Blueside/Steroglass (la Steroglass è azienda perugina leader nel campo delle apparecchiature scientifiche in vetro che da qualche anno ha scelto di differenziarsi puntando pure all’arredamento di design con il marchio Blueside) è stato trasformato in eccezionale ed originale strumento musicale per stimolare alla sperimentazione e spingere all’improvvisazione.
E per questo, come afferma il direttore artistico Giovanni Guidi, Young Jazz si conferma “un festival unico al mondo nel legare l’improvvisazione del jazz all’intera comunità e alle tematiche sociali”. Come sicuramente è unico al mondo a presentare un concerto con soli strumenti di vetro. Young Jazz ospiterà così un’esibizione di straordinari percussionisti, Tetraktis insieme a Michele Rabbia. In circa quindici anni di attività i Tetraktis (Matteo Flori, Gianni Maestrucci, Laura Mancini, Leonardo Ramadori, Gianluca Saveri) seguono un percorso che prende origine dalla musica contemporanea di derivazione classica ma che incontra molti altri linguaggi tra cui a musica popolare antica, il jazz, il pop. La principale scelta artistica che orienta il percorso del gruppo è quella di non porre barriere di genere, cercando anzi gli incontri più vari ed inusuali. E proprio dall’incontro con Michele Rabbia, un funambolo della batteria e di tutto ciò che si può percuotere per la sua capacità attraverso il ritmo di costruire narrazioni musicali e suscitare emozioni, scaturisce un concerto che evocherà atmosfere speciali, grazie al vetro che si trasformerà quindi in strumento musicale.
A raccontare come è nato questo progetto è Roberto Falocci, amministratore della Blueside: “L’idea è nata dalle forti passioni per il vetro, per il design e per la musica – afferma Falocci – ma è per puro caso che sono venuto a contatto con Leonardo Ramadori grande musicista dei Tetraktis un gruppo perugino di percussionisti di professione che assieme ai tecnici dell’Arpa di Perugia mi hanno incoraggiato a sviluppare il progetto di questi strumenti musicali in vetro, partendo da scarti di lavorazione e da vecchie materie prime di taglio alchimistico oramai desuete e destinate al riciclo, utilizzate in passato per reazioni chimiche. I tetraktis grazie alla loro esperienza ci hanno suggerito di realizzare una vera e propria gamma di percussioni con le quali riescono autonomamente a sostenere un concerto senza bisogno di altri strumenti”.
“Con l’utilizzo del vetro per questa destinazione – spiega anche Svedo Piccioni, direttore generale Arpa Umbria (Agenzia regionale per la protezione ambientale) – abbiamo voluto dare una idea diversa, grazie ai nostri tecnici ad un imprenditore illuminato come Falocci e ai Tetraktis, di come si possono recuperare i materiali di scarto e l’Arpa quindi in questo modo vuole pure dimostrare che si può fare questo mestiere non facendo solo controlli ma anche in maniera innovativa ed utile. Ed il modo più immediato per trasmettere soprattutto ai giovani cosa significhi riciclare è stato pensare ad un’iniziativa come questa”.
Poi c’è stato l’incontro con Young Jazz che, secondo Falocci, “ha manifestato interesse al nostro progetto, lo ha ritenuto innovativo e adatto al proprio spirito sperimentale e culturale”. “E siamo veramente lusingati – continua – che Michele Rabbia abbia deciso di improvvisare sul lavoro musicale impostato dai Tetraktis che propongono sia brani propri, che scritti da John Cage, padre della musica minimale contemporanea dei primi del novecento. Sarà sicuramente un momento di musica senza confini”.
Ma come “suonano” questi strumenti? Ad illustrarlo è ancora Falocci: “Grazie alla sua composizione chimico fisica precisa e rigorosa il vetro borosilicato può garantire la massima riproducibilità sia nelle forme che nei suoni. La risposta sonora del vetro borosilicato è unica e diversa da quella di qualsiasi altro tipo di vetro. Le sonorità sono bellissime e delicatissime, il timbro di questi strumenti è unico; si possono ottenere suoni primordiali altamente evocativi. Il loro design ricercato, la loro trasparenza, li fa sembrare sospesi nell’aria. Per tutte queste ragioni i nostri strumenti verranno commercializzati a breve nei nostri store e nei principali negozi di strumenti musicali sia italiani che internazionali”.

Young Jazz comunque, prima di questo concerto-evento, prenderà il via ufficialmente alle 18 con l’esibizione presso il Relais Metelli dell’Ugoless Duo composto da Daniele Tittarelli al sax e Fabio Sasso alla batteria. Il suond di questo nuovissimo gruppo è ancora tutto da scoprire, ma voci di corridoio
parlano di “qualcosa di strano che si avvicina”, “un dado a nove facce”, “emozioni forti, atmosfere rarefatte e colorate con riferimenti al passato e al presente”, “musica per i lavoratori”, “Jazz a 380 gradi”.

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