TERNI, TERNI FESTIVAL: QUATTRO SPETTACOLI PER IL PUBBLICO DEI PIÙ PICCOLI

La Danza del Guerriero
La Danza del Guerriero
La Danza del Guerriero

(umbriajournal.com) TERNI – Il primo spettacolo dedicato ai ragazzi sarà Map Of The Word A Collaborative Theatre Machine della compagnia islandese Mindgroup. La performance, realizzata per il pubblico adulto venerdì 20 settembre, si svolgerà sabato 21 settembre a partire dalle 17.00 presso l’Arealab. Gli artisti, che hanno scelto Terni per presentarsi per la prima volta al pubblico italiano, inviteranno i bambini a realizzare una mappa del mondo ridisegnandone e reinterpretandone i attraverso i ricordi, le percezioni e grazie all’interazione fra artisti e partecipanti. Ci si porrà domande, ci saranno degli scambi e delle discussioni. Un’occasione per i bambini di venire a contatto con una visione del mondo più onesta, unica e personale.

Martedì 24 settembre presso la Sala dell’Orologio del Caos sarà Silvia Costa con La Ginnastica Del Guerriero una divertentissima e coinvolgente performance in cui i più piccoli “combatteranno” una “battaglia senza vinti”. Bambino, stai pronto. Allerta. – scrive la Costa – Guardati sempre alle spalle. Non distogliere mai l’attenzione dal nemico (che non c’è). Bambino, la battaglia che ci inventiamo vuole solo eroi; e quando inizierà non potremo sottrarci al ritmo della lotta, alla danza del corpo a corpo, del testa a testa.  E allora Bambino presto! Indossiamo la nostra divisa e alleniamoci come facevano gli antichi guerrieri prima di affrontare il campo di battaglia; eseguiamo gli esercizi, stiriamo i nostri piccoli muscoli, mettiamo alla prova i riflessi, proviamo fino a dove possono arrivare la nostra superpotenza e la nostra immaginazione. Bambino, voglio dirti che questa è una ginnastica di guerra che non cerca nessuna vittoria, nessuna gloria; e voglio anche dirti che non ci saranno feriti a morte qui, ma solo delle piccole persone vive – noi – che seriamente combattono il gioco del gioco. Lo spettacolo sarà preceduto da un laboratorio per massimo 10 ragazzi tra gli 8 e i 10 anni.

Nel corso dell’ultimo week end di Terni Festival, sabato 28 settembre al Teatro Secci, Kindur Vita avventurosa delle pecore in Islanda, di TPO, inviterà il pubblico a far parte di un grande gregge. Kindur, infatti, in islandese significa pecore e questo è uno spettacolo dedicato all’Islanda vista attraverso gli occhi delle sue pecore avventurose. Tutto il territorio di quest’isola è pervaso da un’aura fiabesca, un luogo dove ogni elemento naturale sembra animato da forze misteriose.

Le pecore, chiuse dentro all’ovile per la stagione fredda, possono poi gustarsi la piena libertà, viaggiando solitarie o a piccoli gruppi, dalla primavera all’autunno. Nel loro cammino ci mostrano questo mondo segreto capace di comunicare ai bambini la straordinaria bellezza della natura. Seguendo le tre danzatrici, tutto il pubblico diventerà gregge, all’ingresso infatti verrà consegnato ad ogni bambino un cuore speciale, un cuore di lana che si illumina, che lo inviterà a partecipare attivamente.

Dopo il successo dello scorso anno, torna Alessandro Sciarroni con Joseph_Kids performance che vede in scena la presenza di un unico interprete, un uomo solo, davanti ad un computer portatile. Come nella precedente versione per il pubblico adulto, l’interprete va alla ricerca della sua immagine, che di volta in volta, viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Joseph fa le sue scelte davanti ad un pubblico/testimone che riesce a seguire l’evoluzione di questo monologo fisico attraverso una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer. Dapprima serio e rigoroso, il viaggio di Joseph diventa ironico e inaspettato quando l’uomo finge un duello western virtuale, intenso, mentre la sua immagine si scompone in una magia di raggi di luce fino a inglobare in questo percorso tutto il giovane pubblico in sala con un finale inaspettato. Il lavoro intende porre il pubblico dell’infanzia davanti alla possibilità di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività e non di mera alienazione.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*