Mostre CERP, Gruppo Speleologico CAI festeggia i suoi 150 anni

cerp“Il volto nascosto dell’Europa, dalla candela al Led. 150 anni di speleologia, ombre del passato, i colori del buio e pietre della storia”. È questo il titolo della mostra che rimarrà aperta al CERP, fino al 2 giugno.
“Sotto terra c’è un mondo alla rovescia, un mondo di buio e silenzio, di gocce d’acqua che cadono e cadendo l’una sull’altra, compongono forme meravigliose. Ci sono stati uomini che hanno amato questo silenzio. Uomini che hanno avuto la curiosità e la pazienza di scoprire ogni sfumatura di questo buio, ogni centimetro del vuoto che si nasconde sotto le nostre montagne, sotto le nostre città, sotto ogni nostro passo. A Perugia, la storia di questi uomini è iniziata 80 anni fa. Nel 1934, infatti, con una lettera datata 9 maggio, il Club Alpino Italiano si congratulava con i perugini per la costituzione del Gruppo Speleologico. Da venerdì 23 maggio a lunedì 2 giugno, presso il Centro Espositivo della Rocca Paolina, a Perugia, il Gruppo Speleologico CAI Perugia cercherà di raccontare questi 80 anni di storia”. “Volevamo creare – ha affermato Felice La Rocca coordinatore della mostra – un evento che potesse far conoscere il gruppo speleologico coinvolgendo vecchie e nuove generazioni, così da poter guardare con fiducia al futuro. L’esposizione è composta da bellissime fotografie ed è divisa in due sezioni “I 50 scatti in grotta più belli del mondo” e una mostra Nazionale per i “150 anni del Club Alpino”.

Sempre al Cerp sarà possibile visitare la mostra di sculture di Giulio Volpi, abile maestro che da 40 anni scolpisce la pietra bianca unendola a elementi metallici (chiodi). Niente è a caso nelle sue opere, e ogni numero o posizione dell’oggetto metallico hanno una specifica simbologia. Di lui Luciano Leprio scrive: “Entrare anche per poco nella sacralità composta che innerva le opere di Giulio Volpi, equivale ad immergersi nelle problematiche della vita e dell’esistenza: vuol dire entrare in una moltitudine di emozioni, spesso nascoste o dimenticate, ma allo stesso tempo determinate a farsi ascoltare grazie alla ricerca morale e simbolica che queste opere hanno. Fare lo scultore richiede fatica, pazienza, studio e soprattutto una non comune sensibilità verso la materia, nel caso del nostro artista la pietra: una sensibilità che Volpi ha dimostrato di possedere sin dall’inizio della sua attività e che ha sempre conservato, affinandola sino ad oggi”. Orario apertura sabato 24 e 31 maggio, domenica 25 maggio e 1 giugno ore 10.00 – 23.00 da lunedì 26 a venerdì 30 maggio ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 23.00; lunedì 2 giugno ore 10.00 – 20.00. Visite guidate gratuite per scuole e gruppi su prenotazioni. Ingresso libero.

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