A Coloriamo i Cieli la storia castiglionese attraverso l’archivio

Castiglione nel decennio postunitario (copertina)(umbriajournal.com by AKR) – CASTIGLIONE DEL LAGO – La XXIII edizione di Coloriamo i Cieli è stata cornice della presentazione ufficiale della pubblicazione di quattro volumi di storia locale a cura della Soprintendenza Archivistica per l’Umbria. Durante l’affollata conferenza e con un pubblico attento e competente, si è parlato della storia locale scritta attraverso il recupero, la catalogazione e la comparazione del vasto materiale archivistico conservato dalla Bibilioteca comunale di Castiglione del Lago. «Con la pubblicazione dell’Inventario dell’Archivio Storico Comunale – ha detto Paolo Magionami, responsabile della Biblioteca – si compie un lungo percorso intrapreso dalla Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e a cui riconosciamo meriti superiori alle rigide funzioni istituzionali, impegnata a disciplinare il complesso, quanto variegato, panorama della documentazione d’archivio nella nostra Regione, limitata nei confini geografici ma dall’enorme patrimonio documentario conservato. Il presente lavoro è il miglior contributo a quanti vorranno “aprire la porta” alla conoscenza, al percorso di civilizzazione della nostra comunità che, per complessità, rimane unica in Umbria». Ivana Bricca, assessore alla cultura, ha posto l’attenzione sulla valenza storico culturale del lavoro svolto dai giovani ricercatori Gloria Persici e Marco Poggiaroni autori del volume “Castiglione del Lago nel decennio postunitario”: «Vorrei che tutti capissero l’importanza degli archivi, che vanno protetti, gestiti con attenzione e messi a disposizione degli studenti e dei curiosi. Noi dobbiamo stimolare questo interesse perché non esiste futuro senza conoscere il nostro passato».

Mario Squadroni, soprintendente archivistico per l’Umbria, ha ricordato la sua personale esperienza, alla fine degli anni ’70, tra “le polveri” dell’archivio castiglionese, allora in pessime condizioni. Squadroni ha presentato i quattro volumi che fanno parte di una lunga collana denominata “Segni di Civiltà”: “Gli archivi storici di Castiglione del Lago” di Chiara Franzoni e Daniela Silvi Antonini che contiene il consistente archivio preunitario dal rinascimento al 1860; “L’archivio storico comunale postunitario di Castiglione del Lago” un inventario fino al 1961 a cura di Chiara Franzoni, volume solo in dvd; “Gli archivi di enti confluiti nell’archivio storico comunale di Castiglione del Lago (di Chiara Franzoni e Daniela Silvi Antonini) e infine “Castiglione del Lago nel decennio postunitario” di Gloria Persici e Marco Poggiaroni. «L’inventario ha una grande valenza per Castiglione del Lago – ha detto Squadroni – e una duplice funzione: fornisce finalmente la conoscenza di cosa possiede il Comune e poi è uno strumento importante per gli studiosi come i “nostri” Persici e Poggiaroni. Il patrimonio archivistico viene messo a disposizione su supporti informatici che ci consentono di conoscere la nostra storia: complimenti agli amministratori castiglionesi per aver creduto nel progetto, finanziato dal Ministero dei Beni Culturali, per aver messo a disposizione tutta la collaborazione possibile». Massimo Gagliardi, creative producer software box, ha poi illustrato i supporti in dvd allegati con l’ausilio di un videoproiettore e spiegando la valenza e anche la semplicità del supporto digitale.Archivi, Ascanio

Castiglione del Lago possiede una bibliografia molto consistente per quanto riguarda la storia medievale e rinascimentale e per quanto appartiene al mondo delle lettere e delle arti che ha avuto come soggetto questo ambiente. Per quanto riguarda invece la storia dalla seconda metà del XIX secolo fino a buona parte del XX secolo le possibilità di studio e di sistemazione storiografica sono molto superiori agli studi prodotti. «Credo che questo squilibrio – ha aggiunto Paolo Magionami – sia dovuto ad alcuni elementi che fanno parte del quadro storico oggettivo. Innanzi tutto il fatto che Castiglione non abbia avuto finora il titolo di “città”, con tutte le conseguenze che si comprendono facilmente e che compongono una situazione paradossale, poiché stiamo parlando di un centro che è stato la capitale di uno stato territoriale del Chiugi al quale il suo fondatore Ascanio della Corgna aveva dato uno Statuto in senso proprio. La Biblioteca comunale non è praticamente esistita per tutto quel periodo e gli archivi, in epoche diverse, sono stati oggetto di scorrerie, furti ed abbandoni e ciò che n’è rimasto oggi è finalmente tutelato». Ha concluso la conferenza Mario Tosti, direttore Dipartimento di Lettere dell’Università di Perugia e presidente dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea.

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