Rt non è pagella, da interpretare con altri dati, interviene l’Istituto superiore di sanità

 
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Rt non è pagella, da interpretare con altri dati, interviene l'Istituto superiore di sanità

Rt non è pagella, da interpretare con altri dati, interviene l’Istituto superiore di sanità

(Adnkronos Salute) – L’indice di contagiosità “non è una pagella ma un segnale da interpretare insieme agli altri dati”. A precisarlo è l’Istituto superiore di sanità, che “relativamente ai valori di Rt in regioni come Umbria e Molise, che restano aree del Paese a bassa incidenza di infezioni da Covid-19, anche piccole oscillazioni nei numeri, dovute verosimilmente ad un aumento dei tamponi eseguiti, possono comportare variazioni in singoli parametri particolarmente sensibili quali appunto l’Rt. Tali variazioni possono, paradossalmente, essere la conseguenza di un miglioramento della copertura dei sistemi di sorveglianza e pertanto segnalano la capacità dei Sistemi sanitari regionali di intercettare i casi e di adottare le misure adeguate per limitare la trasmissione del contagio”, aggiunge l’Iss.

In particolare, “quando il numero di casi è molto piccolo, alcune regioni possono andare temporaneamente sopra soglia (Rt maggiore di 1) a causa di piccoli focolai locali che finiscono per incidere sul totale regionale, senza che questo rappresenti un elemento preoccupante. In questo senso – sottolinea l’Iss – vanno lette le informazioni ed eventuali situazioni analoghe che potrebbero verificarsi nelle prossime settimane in altri contesti regionali. Pertanto, il movimento di un singolo indicatore è un segnale che va interpretato con cautela in regioni comunque caratterizzate da un basso numero complessivo di casi”.

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