Un perugino su quattro non paga la spazzatura, oltre 9 milioni di euro di solleciti

 
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Un perugino su quattro non paga la spazzatura, oltre 9 milioni di solleciti

Un perugino su quattro non paga la spazzatura, oltre 9 milioni di euro di solleciti

Un perugino su quattro non paga la bolletta dei rifiuti o ritarda a pagare la tariffa. Più di ventimila utenti non hanno ancora pagato la Tari del 2019. Nel 2019 (dato fino a ottobre) su 85mila utenti (di cui 13 mila per attività non domestiche) in 23.100 non hanno pagato in tempo. Gesenu a settembre ha inviato avvisi bonari per ricordare che i termini erano già scaduti. La tariffa sui rifiuti infatti, resta una di quelle meno pagate non solo a Perugia.

E’ quanto emerge dai numeri di Gesenu che ieri ha presentato in conferenza stampa, alla presenza del Presidente Gesenu Wladimiro De Nunzio, dell’Assessore alle Finanze, Bilancio, Demanio e Patrimonio, Partecipate del Comune di Perugia, Cristina Bertinelli, di Annalisa Maccarelli, Responsabile ufficio TARI Gesenu, dei consiglieri di amministrazione Christian Cavazzoni e Beatrice Castellani.

L’insoluto delle bollette Tari alla scadenza del 30 ottobre è di 9,9 milioni di euro. A finire nelle lista degli evasori sono stati in 5.542.

«L’attività più decisa – ha spiegato Annalisa Maccarelli – è stata quella del tempestivo recupero della morosità, giungendo a sollecitare anche l’anno 2019, la cui ultima rata è scaduta a settembre, inviando 23.100 avvisi, per un importo di circa € 10.000.000,00. Trattasi di un primo sollecito senza sanzioni, che permetterà a chi si è dimenticato, in buona fede, di assolvere il tributo, di regolarizzare la propria posizione. Durante l’anno, inoltre, sono stati inviati tutti gli accertamenti per morosità, con sanzioni pari al 30% del tributo evaso, fino ad emettere anche quelli relativi all’anno 2018, 5.500 avvisi per un importo di € 3.200.000,00 circa».

Tale imponente lavoro ha permesso di incrementare notevolmente la riscossione con beneficio per le casse comunali: gli avvisi semplici hanno visto un incremento di incassi di circa € 2.500.000,00; la morosità di circa € 2.000.000,00, l’evasione di circa € 1.200.000,00, per un totale di circa € 5.700.000,00 in più, se guardiamo i dati da gennaio ad ottobre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2019.

«Per il 2020 gli obiettivi – conclude Maccarelli – saranno garantire nuovamente l’invarianza delle tariffe, mantenere la speditezza nel recupero della morosità, perseguire ulteriormente chi evade il tributo».

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