Polvese, Guasticchi, “Mai pensato di privatizzarla…”

guasticchi-polvese (4)PERUGIA – “La delibera è stata ritirata e me ne prendo la responsabilità, anche se non lo avrei fatto, ma l’ho ritenuto necessario per sgombrare il campo da ogni strumentalizzazione e polemica. Mi auguro che le prossime Amministrazioni che ci succederanno possano partire da questo studio di fattibilità e condividere i passaggi successivi”. Così in conferenza stampa questa mattina il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi si è espresso in merito alle decisioni che stanno interessando la Polvese anche a seguito delle polemiche sorte intorno al destino della più grande delle isole del Trasimeno. “Sui social network ho visto una campagna di totale disinformazione – ha commentato Guasticchi -: da qui la necessità di uno step di verifica e chiarimento”. A suo avviso sono totalmente false certe affermazioni che circolano tra l’opinione pubblica: “Non si tratta né di privatizzare, né di creare uno stop alla fruibilità pubblica”, ha precisato Guasticchi riferendosi allo studio di fattibilità deliberato nel marzo scorso dall’Ente e oggi al centro del dibattito. Atto che, secondo quanto ricordato dal presidente, sarebbe dovuto essere seguito da una fase di condivisione e di verifica, per poi passare ad uno step successivo, quello del bando con procedura aperta.

“Queste intenzioni – ha ribadito Guasticchi – sono state erroneamente scambiate per volontà di privatizzare. La Polvese, al contrario, rimarrà finchè sarà possibile di uso pubblico”. “Nel 2009 – ha quindi ricordato il presidente – era un luogo completamente abbandonato, dove si approdava con difficoltà e dove i visitatori non potevano usufruire delle strutture su cui invece oggi si può contare. In questi anni abbiamo operato per un miglioramento della ricettività, ripristinato spiaggia e strutture per fare sport. Per il Convento, unico punto dolente, abbiamo comunque accantonato risorse da destinare a questo complesso. Tuttavia in questi anni hanno abbiamo compreso che per garantire un futuro a questo bene serve professionalità e risorse e, di fronte alle incertezze legate all’Ente che dal 1° ottobre avrà una nuova amministrazione, preoccupati che il patrimonio provinciale posa andare incontro ad una nuova fase di degrado, abbiamo cercato di trovare un sistema per garantire la gestione, costosa, di questa isola. I 20 tecnici provinciali che hanno lavorato a questo progetto si sono attivati per individuare delle ipotesi.

Questo non significa che debba diventare un paradiso per sparuti magnati arabi o russi. Ora lo studio rimane a disposizione delle prossime amministrazioni. Non c’è un atto sconsiderato dietro tutto ciò”. Ad entrare nei dettagli tecnici è stato il dirigente Massimo Vasapollo il quale ha ricordato come nel 2010 questa Giunta provinciale abbia già lanciato un concorso di idee per la valorizzazione della Polvese, a cui nessun soggetto, imprenditoriale o privato, ha risposto. “La decisione di elaborare questo studio – ha spiegato il dirigente – è partita dalla consapevolezza che le risorse si stanno contraendo (abbiamo assistito ad un taglio complessivo del 16%) e che questo Ente sta subendo profonde trasformazioni”.

Il progetto prevede l’affidamento della gestione per 21 anni ad un soggetto unico, a fronte dei 4 soggetti attuali, che deve garantire il mantenimento e il miglioramento dei servizi in essere, la fruibilità pubblica e turistica del luogo. Come ricordato da Vasapollo, dal 2010 al 2014, grazie anche ai miglioramenti apportati all’Isola, si è passati da 38.000 a 49.000 utenti, di cui 6.000 legati alla didattica ambientale. Con il progetto in discussione questa crescita è stata stimata con un punto di arrivo posto a 70.000 utenti. Ad oggi la Polvese grava sulla Provincia per 250.000 euro di spese vive all’anno, 200.000 di euro per i trasporti, 100.000 euro di investimenti, per un totale di 550.000 euro. Il progetto elaborato dall’Ente di Piazza Italia prevede da parte di quest’ultimo un investimento decrescente da 452.000 a 262.000 in 21 anni e da parte del gestore una spesa annua di 220.000 euro. Il soggetto gestore, a cui è chiesto un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro, deve occuparsi della manutenzione e riqualificazione di alcuni edifici, senza aggiungere un metro cubo in più.

“La didattica ambientale viene confermata e implementata – si è precisato – non si parla di campo, ma di percorso da golf. Gli unici nuovi interventi previsti sono: 4 ricoveri ovini aperti in legno, un pontile galleggiante, un campo da tennis senza recinzione e in erba, una piscina. Tutte le opere rimarranno di proprietà della Provincia”. Rispetto ai posti letto, da 104 attuali si prevede di passare a 113, a cui se ne potranno aggiungere altri 14 con prezzi calmierati. “Non comprendiamo – ha concluso Guasticchi – il comportamento di certi amministratori pubblici che hanno fatto un attacco diretto alla Provincia quando potevano accedere agli atti, evitando così di cavalcare la polemica”.

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