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Umbria Jazz, sul palco Chucho Valdes, Gonzalo Rubalcaba e Christian McBride’s New Jawn

Chiusura con il 'round midnight Simona Molinari "Loving Ella" con Mauro Ottolini ospite speciale al Teatro Morlacchi

Umbria Jazz, sul palco Chucho Valdes, Gonzalo Rubalcaba e Christian McBride’s New Jawn

 

Due gran coda, uno di fronte all’altro, ed alla tastiera due autentici virtuosi. È quanto vedranno gli spettatori questa sera all’arena Santa Giuliana. Arrivano ad Umbria Jazz le star cubane Chucho Valdes e Gonzalo Rubalcaba. Cinque Grammy e tre Latin Grammy il primo, quattro Grammy il secondo, possono essere una adeguata presentazione. In realtà i premi, anche quelli più prestigiosi, non bastano a descrivere l’arte di questi due pianisti ne’ a raccontare le loro carriere.
Chucho Valdes è semplicemente uno dei più influenti artisti cubani di sempre, nonché grande interprete della musica latina. Fondatore e leader degli storici Irakere, di cui recentemente è stato festeggiato il quarantesimo anniversario, e’ stato lui a ridefinire, non solo con Irakere ma anche con le altre band da lui formate e guidate successivamente, i tratti identitari della musica cubana degli ultimi anni introducendovi afro-jazz, rock, tradizioni popolari.
Gonzalo Rubalcaba è di una generazione più giovane (è nato nel 1963 nell’Avana del doporivoluzione) ed ha alle spalle una eccellente formazione classica (diploma di composizione all’Istituto di belle arti dell’Avana) ma nello stesso tempo ha assorbito fin da ragazzo il folclore caraibico ed il jazz americano. Da qui, una straordinaria abilità nel far coesistere ritmo e melodia che ha conquistato verso la metà degli anni 80 grandi jazzmen come Dizzy Gillespie e Charlie Haden ed il presidente di Blue Note, Bruce Lundvall. Era nata una stella.

 

Subito dopo saliranno sul palco Christian McBride’s New Jawn con Josh Evans, Marcus Strickland e Nasheet Waits. New Jawn (termine praticamente intraducibile dell’area di Philadelphia) è l’ultima band di Chris McBride, che non è solo un contrabbassista di inarrivabile virtuosismo e musicalità ma anche una delle personalità più stimate della musica americana. Ancora più dei quattro Grammy vinti, ad oggi, impressiona il fatto che Christian McBride, a 45 anni, abbia partecipato alla registrazione di più di 300 dischi di ogni genere. Significa che di questo straordinario lmusicista, a suo agio sia con il contrabbasso che con il basso elettrico, si riconosce e si ammira la tecnica mostruosa ma soprattutto l’eclettismo e quella naturale musicalità che fa sembrare facili cose invece difficilissime. Se il contrabbasso è il pilastro su cui poggiano gli equilibri di qualunque band, McBride è una prima scelta assoluta. Tra i tanti, questa è stata l’opinione di jazzmen come Freddie Hubbard, Sonny Rollins, J.J. Johnson, Milt Jackson, McCoy Tyner, Roy Haynes, Chick Corea, Herbie Hancock, Pat Metheny, o di star del soul come James Brown, Chaka Khan, Isaac Hayes, Natalie Cole, ed anche di popstar come Sting, Paul McCartney, Carly Simon. Potete però trovare il basso di Christian McBride anche nell’hip-hop/neo-soul di The Roots, D’Angelo, Queen Latifah e perfino a sostegno di cantanti di estrazione classica come Kathleen Battle. McBride è, infine, anche un leader che scrive e arrangia ottima musica, non solo uno strumentista virtuoso, e in questo molti lo hanno accostato a Ray Brown.

 

Chiusura con il ‘round midnight Simona Molinari “Loving Ella” con Mauro Ottolini ospite speciale al Teatro Morlacchi. “Loving Ella” è il progetto che, nel centenario della nascita di Ella Fitzgerald (Newport, 25 aprile 1917) Simona Molinari ha voluto regalare a se stessa prima che al pubblico. La regina del jazz è sicuramente l’artista che ha più influenzato gli studi e la formazione della cantautrice napoletana.

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