Diana Krall swing elegante ad Umbria Jazz, tra medium e shuffle [VIDEO]

Ottimo il piccolo combo della pianista cantante canadese

Diana Krall swing elegante ad Umbria Jazz, tra medium e shuffle

Dopo una breve esperienza, diciamo così “fuori le righe”, e Diana Krall torna ad essere quella pianista e jazz singer tra le più apprezzate del nostro tempo. Un’artista che è stata in grado di vendere oltre 6 milioni di dischi negli negli Stati Uniti d’America e più di 15 in tutto il mondo.

Certo lei tiene bene la scena – dalle sue mani e dalla sua voce esce, di nuovo, solo e unicamente swing -, ma avere anche Anthony Wilson, alla chitarra, Karriem Riggins, alla batteria e Robert Hurst al contrabbasso non è cosa da poco. Lei, quando serve e nonostante una personalità non proprio “rotonda” né incline a farsi da parte, sa anche diventare “gregaria” e lasciare spazio ai soli. Non troppo lunghi, s’intende.

Vero però chewanche il suo “pianismo”, raffinato come sempre, non ha mai “tracimato” dando prova anche di buone doti contrappuntistiche. Con l’andare degli anni la voce di Diana Krall sembra esser diventata più roca, più “nera” forse. Dal punto di vista pianistico, come anticipato, è dotata di un meraviglioso tocco swing.

Nelle chase, per esempio, è sempre ponderata e precisa. Un bel concerto, nel complesso. Apprezzato, ma che, forse manca di quella passionalità cui il popolo di Umbria Jazz necessita. Krall, in ogni caso, arriva da un album, “Wallflower”, di grande successo.

L’opera, la dodicesima della sua vita artistica, è andata in sala nel febbraio 2015. L’album è arrivato in prima posizione in Portogallo (per 2 settimane), Spagna ed Ungheria, in seconda nella Canadian Albums Chart e Polonia, in quarta in Francia e Norvegia, in quinta in Svizzera ed Austria, in sesta nella Repubblica Ceca e Grecia, in settima nei Paesi Bassi, Australia e Croazia, in nona in Germania, Italia e Nuova Zelanda e decima in Danimarca e nella Billboard 200 arrivando a 600.000 copie in questi primi mesi. Un bis lungo e quasi più “caldo” del concerto terminato con una “Cheek to cheek” sostenuta da un vorticoso “shuffle”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*