Terremoto del 97, ventennale, convegno a Colfiorito con Marini e Barberini

Con ricostruzione più infrastrutture, servizi e sviluppo

Terremoto del 97, ventennale, convegno a Colfiorito con Marini e Barberini

COLFIORITO – Il sisma che venti anni fa colpì i territori dell’Umbria e delle Marche causò sì distruzione, ma rappresentò soprattutto una significativa opportunità di sviluppo e di maggior coesione tra le popolazioni e le aree dell’Appennino umbro-marchigiano, oggi molto più vicine e integrate. Esempio concreto di questa positiva integrazione è certamente la nuova Strada statale 77 che, superando un antico “gap” infrastrutturale, oggi ha avvicinato le due regioni, e rappresenta un importantissimo elemento di sviluppo economico dei territori che nel 1997 furono colpiti da quegli eventi sismici. “Il terremoto e l’Appennino umbro-marchigiano. Dal sisma del ’97 allo sviluppo”.

È stato questo il tema del convegno svoltosi oggi a Colfiorito, che fu epicentro del terremoto, organizzato da Comune di Foligno e Regione Umbria, in collaborazione con i Rotary Club di Camerino e Foligno, nell’ambito delle iniziative per ricordare il ventennale del sisma, cui hanno partecipato – tra gli altri – i sindaci di Foligno, Camerino, Gemona, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’assessore regionale alla Salute, Coesione sociale e Welfare Luca Barberini, il presidente del Centro studi “Economia reale” Mario Baldassarri, e la vice presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni.

“Oggi l’Umbria e le Marche – ha affermato il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, nel suo saluto introduttivo – sono sicuramente più vicine. E non solo in termini di collegamenti. Le nostre comunità sono più vicine perché abbiamo condiviso il comune obiettivo di una ricostruzione che non doveva riguardare solo case ed immobili, ma soprattutto l’economia e la coesione sociale. Oggi, quindi, possiamo dire che quell’ambizioso obiettivo lo abbiamo realizzato”.

Di quanto Umbria e Marche abbiano saputo far tesoro, e realizzare una positiva collaborazione istituzionale per realizzare concreti progetti di cooperazione ha parlato l’assessore regionale Luca Barberini che, nel suo intervento, ha anche ricordato la sua esperienza personale di giovane volontario: “proprio qui a Colfiorito – ha detto – ho svolto la mia esperienza di volontario, per assistere la popolazione colpita dal terremoto del 1997”.

L’assessore ha sottolineato quindi la positiva opportunità, soprattutto nelle relazioni istituzionali tra le due Regioni, che quel sisma offrì: “in questi anni – ha affermato – abbiamo realizzato esperienze molto positive, superando e andando oltre i confini territoriali.

Oggi Umbria e Marche gestiscono insieme l’essenziale servizio di elisoccorso che nei prossimi mesi sarà allargato anche alle ore notturne, mentre stiamo lavorando alla realizzazione, entro il prossimo anno, della centrale unica di risposta Umbria-Marche per il numero unico di emergenza ‘112’. Già nei prossimi giorni sarà, infatti, sottoscritto tra le due Regioni il relativo ‘protocollo d’intesa’ per avviare le procedure per la realizzazione della centrale unica”.

A dimostrazione poi della positiva incidenza della nuova Statale 77 nell’ambito delle relazioni tra Umbria e Marche anche in campo sanitario ed ospedaliero, l’assessore Barberini ha citato alcuni significativi dati: “nei primi dieci mesi del 2017, rispetto al precedente anno, l’accesso sanitario di cittadini marchigiani presso l’Ospedale di Foligno è cresciuto del 76 per cento, e del 25 per cento è cresciuto addirittura il numero di utenti marchigiani per le prestazioni ambulatoriali”.

“Quando abbiamo cominciato a pensare a come ricordare il ventennale del sisma del ’97 – ha poi affermato la presidente Marini – non ci saremmo certo immaginati di doverci trovare a fronteggiare una nuova emergenza. E allora, come ora, non si poteva immaginare di ricostruire senza una idea di futuro, guardando innanzitutto a ricostruire le comunità, la coesione sociale, e poi le case, le infrastrutture. In questo l’Umbria, nell’esperienza della ricostruzione post ’97, ha rappresentato un laboratorio, grazie al quale abbiamo potuto gestire meglio sia l’emergenza del 2016, sia l’avvio della ricostruzione”.

Per la presidente Marini “abbiamo fatto tesoro di quella esperienza che segnò per un verso la qualificazione del nostro sistema di protezione civile, e per l’altro verso l’avanzamento delle tecniche di ricostruzione che, con la scelta del miglioramento sismico, hanno permesso di realizzare edifici più sicuri. Ma vi fu pure un’altra importante idea strategica: quella della ‘Quadrilatero’, che ha consentito il superamento definitivo di una criticità infrastrutturale.

Così come dovremo fare oggi, pensando ad un intervento significativo sull’asse viario della Tre Valli per offrire a tutta l’area della Valnerina un collegamento viario efficiente e moderno”.“L’opera di ricostruzione ha avuto qui, come nelle Marche – ha proseguito Marini – i caratteri di una consistente messa in sicurezza del patrimonio urbanistico, ma al tempo stesso ha saputo valorizzare questi territori ed i suoi antichi centri e borghi.

È stato questo il vero valore aggiunto di questa opera di ricostruzione”. Su cosa invece occorre ancora fare passi in avanti, la presidente Marini ha indicato innanzitutto la necessità di una legge quadro per la gestione delle emergenze: “lo Stato, in tutte le sue articolazioni, deve sapere una volta per tutte come gestire una emergenza, senza dover ricorrere di volta in volta – ha concluso Marini – a provvedimenti singoli e specifici”.

Nel chiudere il convegno, la vicepresidente della Camera, Sereni, ha ribadito la giustezza dell’aver puntato “su una ricostruzione che valorizzasse lo sviluppo economico di questi territori e di queste comunità. Comunità che non si voleva far tornare come erano, ma migliorarle. Tenendo insieme lo sviluppo con la coesione sociale, il senso di comunità. E un’opera come la ‘Quadrilatero’ ha certamente contribuito positivamente. Così come è stato fondamentale il protagonismo dei territori nell’immaginare e nel realizzare questo modello di ricostruzione”.

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