Sindaco di Narni De Rebotti e diffamazioni, sono molto dispiaciuto

Attacchi legati alla assunzione di quattro persone in Comune

Sindaco di Narni De Rebotti e diffamazioni, sono molto dispiaciuto
Francesco De Rebotti

Sindaco di Narni De Rebotti e diffamazioni, sono molto dispiaciuto

da Francesco De Rebotti,
Sindaco di Narni
NARNI – Sono dispiaciuto, non lo nascondo. Mi dispiace assistere, impotente, alle diffamanti dichiarazioni degli esponenti di TPN (Tutti per Narni) e da quelli del M5S al mio Assessore Alfonso Morelli. Diffamanti perché sono indirizzate ad un’opinione pubblica che, se non correttamente informata, viene indotta a mettere in discussione quello che è il patrimonio più importante per un amministratore, la fiducia e l’onorabilità.

L’essere presente in una graduatoria a suo tempo stilata dopo concorso pubblico non penso sia una colpa da espiare, penso piuttosto che sia il giusto merito alla preparazione ed alle competenze di un candidato. Utilizzare una graduatoria esistente, oltre che un vincolo normativo, rappresenta il modo più sicuro e veloce di selezione soprattutto in un periodo in cui anche il nostro Comune ha sofferto e soffre dei limiti alle assunzioni imposti dal blocco del turnover, solo recentemente ridimensionato, e che per anni ha permesso solo pensionamenti e non investimenti su un personale sempre più scarno ed in sofferenza numerica per dare risposte nei servizi e nelle incombenze in vertiginoso aumento.

Proporre di azzerare il tutto per riproporre una selezione ex novo significherebbe allungare i tempi per l’ingresso di nuovo personale e far venir meno un diritto di chi ha partecipato alla selezione ed è presente in una graduatoria che ha visto, negli anni scorsi ( graduatoria presente da prima che iniziassi la mia esperienza da Sindaco), l’assunzione di quattro persone che stanno lavorando egregiamente nei servizi del Comune e dell’ambito sociale del narnese amerino.

Proprio i Comuni dell’Ambito richiedono e reclamano da tempo un investimento in questa direzione e per questo motivo si è deciso lo scorrimento della graduatoria per altre quattro posizioni.

Proprio per creare questo alone gratuitamente diffamatorio è stata presa di petto dai due consiglieri una di queste quattro persone, specificatamente e personalmente, a cui è assegnata la “colpa” di essere la compagna dell’Assessore Morelli. Un atteggiamento discriminatorio, ad personam, inaccettabile, da derubricare a mediocrità politica ed umana che mai aveva raggiunto questi livelli così scadenti.

Un atteggiamento che nessuno dovrebbe permettersi sia nelle funzioni di governo od opposizione perché quello che dovrebbe contare è esclusivamente la correttezza e l’efficacia dei percorsi amministrativi su cui l’elemento di garanzia non può che essere l’autonomia e la responsabilità delle commissioni giudicatrici che, nel Comune di Narni, hanno lavorato sempre con queste caratteristiche basilari.

Nel frattempo neanche una parola sull’investimento massiccio in risorse umane e professionali dopo anni di fermo nel settore dei vigili urbani, del sociale, del centro operativo servizi e nel settore finanziario.

Investimenti resi possibili grazie ai risparmi su tutta la macchina, ivi compresa la scelta di rinunciare a due dirigenti, che oggi ha bisogno, per garantire servizi essenziali ai cittadini, di forze aggiuntive a fronte di responsabilità aggiuntive affidate ai Comuni e di una domanda crescente di efficienza e rapidità delle risposte ai bisogni dei cittadini.

Ripeto, sono dispiaciuto, quando dietro a ragioni cosiddette di “opportunità” traspare invece la pratica della sempre più diffusa e giornalisticamente definita “agenzia del rancore”. Un rancore immotivato che indistintamente viene adottato a metro di qualsiasi giudizio, senza valutarne gli effetti negativi sulla comunità e sulle persone che la vivono.

Al di là e, ho sempre pensato, prioritariamente a tutto il resto c’è un’umanità nei comportamenti di ognuno di noi che non andrebbe scalfita da una politica utilizzata per tentare di delegittimare o diffamare l’avversario.

Un metodo che non ho mai accettato e  che lascio volentieri a chi, facendo prevalere un ruolo ed un presunto interesse  politico, sacrifica brani sempre più vasti di umanità ed obiettività.

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