Dissolvenze Incrociate a Terni, un successo di pubblico e critica

L’assessore alla Cultura: “Chiude il 26 novembre una mostra estremamente originale"

Dissolvenze Incrociate a Terni, un successo di pubblico e critica

TERNI – Ventuno opere in ottantaquattro tele riconducibili a quarantadue artisti sono i numeri di questa mostra che dal mondo del cinema mutua il meccanismo della dissolvenza incrociata. Dissolvenze Incrociate – che sarà possibile ammirare fino a domenica 26 novembre a Palazzo di Primavera – è giunta a Terni il 28 ottobre dopo una prima esposizione a Villa Graziani di San Giustino e poi presso il complesso San Benedetto di Fabriano.

“Una mostra bellissima – dichiara l’assessore alla Cultura Tiziana De Angelis – che rappresenta un passaggio mobile da un opera all’altra e da un artista all’altro. Il titolo è accattivante, gli artisti sono a confronto tra di loro, in un momento liberatorio, un momento in cui si intendono, si capiscono e si intersecano, un incrocio di pensiero importante. Questa è arte pura, arte vera. E’stato un ottimo successo di critica e pubblico”.

Dissolvenze Incrociate è la messa in scena di un processo che, mutuato dal mondo del cinema, genera opere insolite, sorprendenti, capaci di sollecitare una diversa attenzione in un pubblico chiamato a ripercorrerne mentalmente le fasi realizzative, riconoscerne meccanismi e implicazioni.  Modalità del linguaggio cinematografico, la dissolvenza incrociata segna il lento passaggio da una immagine ad un’altra. Un cambio di scena che nel mentre una realtà lentamente svanisce, una nuova emerge. Un dialogo tra immagini.

Un sovrapporsi momentaneo di fotogrammi, una sequenza di atmosfere che nel loro intrecciarsi creano suggestioni. Ventuno coppie di artisti hanno prodotto altrettante opere, composte ciascuna da una sequenza di quattro tele, in cui si realizza il graduale passaggio dai caratteri dell’uno a quelli dell’altro.

Risultato di progettualità condivise, poetiche, tecniche, materie, forme e colori si incontrano e si fondono in lavori che aprono a scenari insoliti, carichi di prospettive e stimolanti interrogativi. Un significativo cambio di passo per artisti che, educati a rivendicare la paternità delle proprie opere, accantonano il proprio ego e mettono in mostra con forza, coscienza e collegialità le risultanti di un processo relazionale che a noi si chiede di svelare e interpretare.

Gli artisti Angelo Accadia, Rita Albertini, Omero Angerame, Domenico Asmone, Rossella Baldecchi, Paolo Ballerani, Massimo Bardelli, Toni Bellucci, Angelisa Bertoloni, Mario Boldrini, Stefano Chiacchella, Luigi Cioli, Pippo Cosenza, Bruno Cristallini, Anna Del Vecchio, Riccardo Fioretti, Raffaella Franci, Guglielmo Girolimini, Fabio Grassi, Arnhild Kart, Chigusa Kuraishi, Antonia Leonardi, Lughia, Anna Massinissa, Massimo Melchiorri, Michela Meloni, Enrico Miglio, Maria Silvia Orlandini, Fiorella Pasquini, Rosella Passeri, Cecilia Piersigilli, Caterina Prato, Eliana Prosperi, Francesco Pujia, Achille Quadrini, Ferruccio Ramadori, Simona Salvuccelli Ranchi, Lorenzo Santoni, Veronica Severi, David Urru e Mauro Tippolotti.

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