Al Caos L’inganno del vero, la mostra di Sandro Becchetti

Alfred Hitchcock, Andy Wahrol, Pier Paolo Pasolini, François Truffaut, Federico Fellini

Al Caos L’inganno del vero, la mostra di Sandro Becchetti

Al Caos L’inganno del vero, la mostra di Sandro Becchetti

A quattro anni dalla scomparsa di Sandro Becchetti, si ripercorrono e si celebrano i temi principali della sua fotografia con la mostra L’inganno del vero visitabile dal 25 novembre al 4 marzo al Caos di Terni. Il progetto espositivo di Opera Laboratori Fiorentini, è promosso dal Comune di Terni, e curato da Valentina Gregori e da Irene Labella, con la collaborazione dell’associazione culturale Primavere Urbane e di Sistema Museo. L’idea della mostra nasce, da parte delle due curatrici, da una pubblicazione delle edizioni Postcart che nel luglio del 2015  fanno conoscere una raccolta di venti scritti e ottantacinque fotografie di Sandro Becchetti, in un volume postumo.

Oltre agli scatti già noti, come i ritratti dei principali protagonisti della cultura del XX secolo (Alfred Hitchcock, Andy Wahrol, Pier Paolo Pasolini, François Truffaut, Federico Fellini), le periferie della Roma pasoliniana e i paesaggi umbri, saranno esposte dieci fotografie che Becchetti ha realizzato alle Acciaierie di Terni negli anni Settanta, di cui alcune inedite.

Queste ultime saranno riunite in uno spazio a sé che, ai fini del percorso espositivo, intende mettere in luce gli aspetti più intimi e incisivi del lavoro di Becchetti. Si tratta della Project Room, intitolata per l’occasione La caduta degli dei. Un luogo dove diversi piani di lettura si incrociano generando, allo stesso momento, una riflessione personale e collettiva: al centro un tavolo sul quale sono raccolti gli oggetti più significativi della vita del fotografo e alle pareti le dieci fotografie ternane.

E’ un grande onore ospitare a Terni le opere di un grande maestro come Becchetti – dichiara l’assessore alla Cultura Tiziana De Angelis –  e di far sapere che proprio l’Umbria e la provincia della nostra città sono stati i luoghi in cui Becchetti ha scelto di trascorrere la sua vita fino al 2013, anno della sua scomparsa. La mostra ripercorre l’intera attività dell’artista proponendo nuove chiavi di lettura del suo lavoro, sia come fotografo che come scrittore, e lo fa attraverso un doppio percorso espositivo fatto di immagini e parole. Un progetto molto interessante che mi auguro abbia l’eco che merita in termini di presenze e di pubblicità”.

Cenni biografici –  Sandro Becchetti nasce a Roma nel 1935. Inizia la sua attività di fotografo nella seconda metà degli anni Sessanta, documentando la realtà sociale, politica e culturale del nostro Paese. Collabora con testate italiane (La Repubblica, L’Unità, Paese Sera, L’Espresso, Il mondo, Secolo XIX, L’Astrolabio, L’altra Italia, Sipario), uffici stampa di partiti e sindacati, giornali stranieri (Life, Libération), France Presse, Bbc e Rai. La collaborazione con Il Messaggero lo porta a diventare uno dei più apprezzati ritrattisti italiani.

Nel 1980 decide di interrompere l’attività di fotografo. Da allora, per quindici anni, si occupa prevalentemente dell’arte del legno.

Sporadicamente scrive per la televisione soggetti di fiction.Riprende a fotografare nel 1995, con una ricerca sulla Spagna e il Portogallo. Negli anni successivi rinnova il suo interesse per la vita di Roma, che lo porta ad arricchire il suo già vastissimo archivio dedicato alla Capitale.Numerosissime le gallerie pubbliche e private che hanno esposto le sue foto in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Il suo lavoro, oltre che in diversi volumi e cataloghi, è documentato anche nella Storia d’Italia. Annali. L’immagine fotografica 1945- 2000 (Einaudi 2004 e AA. VV.) e nella Storia fotografica di Roma 1963- 1974(Ed. Intra Moenia 2005).Nel 2007 si trasferisce in Umbria, terra d’origine della sua famiglia. Pubblica due volumi fotografici per le edizioni Postcart ed uno con Gaffi Editore. Muore nel 2013 a Lugnano in Teverina, pochi giorni prima dell’inaugurazione di una sua mostra personale alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia.

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