“Trofeo d’Inverno” a Magione, tutti i risultati

Podio Magione con Gruppo Peroni Race
Autodromo dell’Umbria di Magione

Magione – Sabato 13 febbraio l’Autodromo dell’Umbria ha ospitato il “Trofeo d’Inverno”, ovvero due competizioni auto con l’organizzazione del Gruppo Peroni Race per raccogliere la voglia di quei piloti che mantenersi allenati al volante,i in vista della stagione agonistica 2016.

Al Borzacchini hanno gareggiato con la formula “club” auto turismo e formula di varie categorie e cilindrate.

Fra le vetture a ruote coperte la Porsche 997 GT 3 di Enrico Martini – esperto conoscitore del tracciato di Magione con il team BellSpeed – ha primeggiato, seguito nella classifica generale dalle due Seat Leon di Fabio Fabiani e Luigi Bamonte.

Franco Cimarelli, su F. Renault 2.0, ha prevalso invece nella competizione riservata alle monoposto, seguito da Joe Castellano (Lola Evo Judd) e dall’umbro Alessandro Alcidi ancora su F. Renault 2.0.

Classifiche complete e aggiornate come di consueto sono consultabili su bit.ly/1RCuZ17

Nella stessa giornata di sabato, oltre quaranta piloti in diverse sessioni di prova hanno preso parte alle selezioni per la nuova Entry Cup, serie monomarca che si correrà con le Renaulti Twingo 1.000 cc, ideata dal Gruppo Peroni Race. Molti di questi driver prenderanno parte alla prima gara della stagione che si svolgerà proprio a Magione il prossimo 12 Marzo.

Nel frattempo, prosegue l’attività di prove libere per auto e moto dell’Autodromo dell’Umbria. In collaborazione con il Moto Club Spoleto, è in corso una speciale promozione dedicati ai motociclisti, con turni di prove a prezzi particolarmente convenienti nelle giornate 19, 20 e 21 Febbraio prossimi. Tutte le info su www.autodromomagione.com

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La storia dell’Autodromo dell’Umbria

Forse in un bar di un piccolo paese alle porte di Perugia, agli inizi degli anni 70, mentre si discuteva accanitamente di corse e di motori, ad un gruppo di amici venne in mente di crearsi la propria pista personale per dare libero sfogo alla propria passione. Era più o meno la primavera del 1972 quando il nucleo della Scuderia Carpine formato da Lorenzo Rondini, Giulio Capolsini, Umberto Mannocchi, Paolo Bietoloni, Gianni Moretti, Francesco Terradura e Giuseppe Tarpani decise di passare dalle parole ai fatti avviando la realizzazione di un piccolo circuito su un terreno di proprietà di uno dei soci nella valle di Bacanella, una località in pianura a pochi chilometri dall’abitato. L’autodromo di Magione venne inaugurato nella primavera del 1973 e la prima gara che si corse inaugurò una tradizione destinata a divenire un punto fermo dell’automobilismo italiano per almeno un ventennio: la Pasqua del Pilota. Probabilmente quei quattro amici non immaginavano quanta importanza avrebbe assunto negli anni a venire la loro iniziativa, di certo avevano creato la base per la diffusione della cultura dello sport del motore nel centro Italia. L’autodromo di Magione, che al tempo era uno dei più piccoli d’Italia con una lunghezza di 1650 metri, in breve divenne un impianto di rilevanza nazionale e fu teatro di sfide importanti in tutte le categorie che disputavano una o più prove di campionato sul piccolo impianto umbro che , a dispetto dell’esigua estensione della pista, era considerato molto tecnico e divertente. Povero nelle strutture (all’inizio vi erano solo una decina di box aperti) l’autodromo di Magione, disponeva però di una grande tribuna coperta capace di contenere fino a 3000 spettatori, gradinate che erano quasi sempre gremite di appassionati pronti ad acclamare gli astri nascenti del momento. Sul podio di Magione in quegli anni si sono alternati i più bei nomi dell’automobilismo italiano come Michele Alboreto, che nel settembre 1979 vinse una prova del tricolore di F.3 precedendo un giovanissimo Enzo Coloni, o Elio De Angelis che nell’agosto del 1977 vinse una gara di Formula 3 partendo dall’ultima fila. I primi anni di vita del circuito di Magione furono particolarmente intensi e ricchi di manifestazioni non solo automobilistiche ma anche motociclistiche. La nascita dell’impianto infatti concentrò subito l’attenzione dei motoclub della zona tra cui quello di Spoleto che fin dall’inaugurazione dell’impianto ha sempre organizzato manifestazioni di rilievo nel campo delle due ruote arrivando a portare a Magione anche i campionati italiani. Ma il grosso dell’attività sportiva della pista umbra ha riguardato l’automobilismo. Oltre ai campionati italiani su questa pista si sono alternati nel tempo tutti i vari trofei monomarca, centinaia di gare club, m anche manifestazioni itineranti come la Coppa Italia Autostoriche o il Giro d’Italia che facevano tappa sul circuito del Trasimeno per le prove speciali di velocità. Fino al 1979 l’impianto fu gestito dalla Scuderia Carpine che ne aveva affidato la direzione a Walter Berardi, personaggio che molti considerano il “papà” dell’automobilismo umbro dell’era moderna. I costi gestionali sempre più consistenti e gli scarsi ricavi di gestione misero in seria difficoltà la Scuderia Carpine che alla fine degli anni 70 mise in vendita l’impianto. Subito tra gli addetti ai lavori si diffuse il timore di veder scomparire il tracciato. La zona infatti si stava sviluppando e diversi operatori dimostrarono interesse per quella vasta area dove era possibile realizzare insediamenti sportivi ma anche industriali. In soccorso dell’Autodromo arrivarono però le istituzioni locali capeggiate dall’Automobile Club di Perugia, al tempo presieduto dall’Ing. Massimo Mazzi, che rilevarono l’intera struttura dando così un forte segnale di continuità. Nella cordata dei nuovi acquirenti era presente anche l’Automobile Club di Terni, il Comune di Magione e l’Amministrazione Provinciale di Perugia che con il loro coinvolgimento vollero dare un segnale di appoggio concreto da parte degli enti pubblici locali a favore non solo della sopravvivenza ma anche e soprattutto dello sviluppo dell’impianto. Con la nuova gestione dell’ACI l’Autodromo di Magione venne ribattezzato Autodromo dell’Umbria e intitolato alla memoria di uno dei più grandi piloti italiani del passato, il ternano Mario Umberto Borzacchini. L’Autodromo ha vissuto lo sviluppo maggiore nell’ultimo decennio grazie ad una serie di interventi che hanno reso la pista e le strutture non solo più sicure ma anche adeguate ad ospitare un numero maggiore di spettatori e gare di importanza nazionale ed internazionale. Il passo più importante riguarda però l’ampliamento della pista, che a metà degli anni 90 è stata allungata passando dagli originari 1650 metri agli attuali 2507. Parallelamente sono state adeguate anche le infrastrutture con la creazione di un nuovo e più ampio paddock, la realizzazione di venti box e della nuova palazzina servizi comprendente la direzione gara, la sala stampa e la cabina di cronometraggio. Il Borzacchini oggi è un impianto moderno ed in continua evoluzione, al passo con i tempi e soprattutto adeguato alle esigenze di chi pratica l’attività agonistica. La sua collocazione geografica, proprio al centro della penisola, lo rende facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia e per questo motivo, oltre alla consistente attività sportiva, la struttura è utilizzata da diverse scuole di pilotaggio per auto e moto italiane ed estere, per manifestazioni private o per presentazioni di vario tipo e comunque legate al mondo delle due e delle quattro ruote.

Elencare tutti i personaggi dell’automobilismo che hanno corso a Magione è praticamente impossibile. Di nomi famosi su questo tracciato ne sono comunque passati tanti e non solo per via delle gare ma anche per la presenza proprio sull’area dell’impianto di una delle scuole di pilotaggio più famose del mondo: quella di Henry Morrogh. L’istruttore irlandese ha stabilito la sede della sua scuola a Magione alla fine degli anni 70 trovando una struttura ideale per i corsi di guida sportiva ai quali hanno preso parte praticamente tutti i piloti attualmente in attività. Tra i nomi famosi citiamo Jacques Villeneuve che, oltre a partecipare ai corsi di Morrogh, ha corso in più occasioni a Magione al tempo della sua apparizione nella Formula 3 italiana. In trenta anni di attività comunque a Magione si è visto davvero di tutto anche se nel cuore di chi ha vissuto da vicino l’avventura della piccola pista umbra rimangono vivi i ricordi delle sfide dei primi anni dove un pubblico numeroso ed entusiasta si infiammava per gli indimenticabili Fiat Days, o per il trofeo Talbot Samba, o ancora per il più recente Superturismo che negli anni d’oro di Patrese e Nannini vedeva gli spalti colmi all’inverosimile. E’ comunque da sottolineare il fatto che il tracciato umbro ha sempre avuto una spiccata propensione per la diversificazione dell’attività agonistica, ed oltre ad auto e moto, che hanno svolto sempre la parte del leone, anche il karting ha avuto uno spazio importante. Alla fine degli anni 80 infatti furono realizzate alcune varianti (tutt’ora presenti) il cui utilizzo ha permesso di accorciare la lunghezza del circuito rendendolo così idoneo all’attività kartistica che ebbe il suo culmine con la disputa dei campionati europei e mondiali. Pur rallentata dalle varianti comunque la pista di Magione venne ritenuta ancora troppo veloce per il kart e così dopo aver ospitato le maggiori manifestazioni internazionali, fu deciso di chiudere il tracciato al karting riservandosi però la realizzazione di una pista adatta a questa disciplina nell’area dell’impianto; progetto che ancora non è stato realizzato ma che rimane una delle priorità dell’attuale gestione.

Magione oggi è uno dei circuiti italiani più frequentati dalle squadre e dai piloti soprattutto per i test di collaudo e di messa a punto di auto e moto. L’attività sportiva resta comunque l’elemento più importante di questa struttura che nella stagione in corso ha ospitato tutti i campionati italiani di velocità comprese le gare endurance della Fun Cup e l’ETCS della Peroni Promotion. La vera novità 2003 però si chiama Trofeo Alfa 33 Club, una iniziativa nata proprio all’Autodromo dell’Umbria con la precisa intenzione di realizzare un campionato dai bassi costi di gestione favorendo non solo l’afflusso dei giovani ma anche di quei piloti, e sono davvero tanti, che proprio per il lievitare dei costi hanno appeso il casco al chiodo. Il successo del Trofeo è stato pressoché immediato grazie anche ad una formula sportiva appagante che prevede ben due gare nella stessa giornata e pian piano gli schieramenti si sono arricchiti di nuovi personaggi tra cui la stella del calcio internazionale Fabrizio Ravanelli che, appassionato di corse e di motori, ha deciso di avvicinarsi alle competizioni proprio al volante dell’Alfa 33. Altra grande kermesse che ha per teatro l’impianto umbro è il Motor Days Show. Proprio il Motor Days rappresenta una delle innovazioni più importanti di questi ultimi anni. Un’area così vasta e così ben attrezzata quale il paddock dell’Autodromo, non può essere utilizzata solo per l’attività sportiva ed ecco allora l’idea di trasformare Magione in un grande Motor Show all’aperto con esposizione di auto, moto e veicoli industriali, esibizioni di vetture da corsa, gare di velocità per moto, gare di supermotard, esibizioni di fuoristrada nell’apposita area off road adiacente il paddock, e tanto spettacolo con musica e balli fino a notte tarda. Il 2003 è stato in ultimo un anno davvero importante per il Borzacchini: si sono svolti, difatti, i festeggiamenti per il trentennale dell’impianto con l’inaugurazione di una nuova palazzina servizi proprio nell’area della pista, una struttura destinata essenzialmente all’ospitalità. Tra le tante gare divenute appuntamenti “classici”, che si svolgono all’Autodromo dell’Umbria, un cenno lo merita la Due Ore Autostoriche, che si corre ogni anno in dicembre; accanto a questa riuscita manifestazione è partita nel 2003 anche la novità della Cento Miglia riservata alle Alfa 33. Tra le iniziative dedicate alle due ruote invece è da sottolineare la nascita del Motoclub Autodromo dell’Umbria il cui scopo è quello di aggregare i tantissimi motociclisti che settimanalmente frequentano l’impianto organizzando per loro non solo giornate di prove libere ma anche vere e proprie gare.

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