Tre storie umbre premiate con il riconoscimento di Amico Atletico

Tre storie umbre premiate con il riconoscimento di Amico Atletico
Tre storie umbre premiate con il riconoscimento di Amico Atletico

L’Umbria sbanca il premio nazionale Amico Atletico e si porta a casa 3 premi su quattro. Lunedì sera la premiazione è avvenuta a Napoli presso la sala Newton della Città della Scienza di fronte alle autorità e ad un folto pubblico che ha acclamato i vincitori, emozionati e felici per il prestigioso riconoscimento ottenuto. Un successo che va decisamente al di là di ogni più rosea aspettativa e che rende particolarmente orgoglioso il presidente regionale del Coni Domenico Ignozza che tanto si era impegnato per scovare le storie di fair play sportivo, lealtà, impegno e solidarietà  più significative della nostra regione. L’obiettivo è stato centrato in pieno, dimostrando che la scelta di far svolgere in Umbria una delle due semifinali il 26 ottobre scorso  (l’altra si era svolta a Pescara)  era stata quanto mai azzeccata da parte della Fondazione Gabriele Cardinaletti onlus, che organizza il Premio. “Si è vero, sono particolarmente contento –  ha commentato Ignozza – Abbiamo dimostrato che l’Umbria è ai massimi livelli anche per quanto riguarda  il fair play , oltre che nella capacità organizzativa di eventi di rilevanza nazionale ed internazionale che ultimamente ci hanno portato alla ribalta – è per me un grande orgoglio che la nostra regione abbia ottenuto tre dei quattro premi a disposizione a livello nazionale. Già durante la semifinale, che si era svolta presso l’auditorium della Figc – Lnd di Prepo, avevamo avuto la sensazione che l’Umbria avesse proposto storie davvero degne di grande rilievo. E non siamo rimasti delusi”.

Va sottolineato che due delle tre storie umbre (Ruth Chebitok e l’Umbria Rugby Ragazze) erano state proprio individuate e segnalate dal Comitato Regionale del Coni Umbria, che segue sempre con grande interesse le vicende di fair play che si verificano nella regione.

I racconti erano stati postati sulla pagina facebook de “L’amico Atletico” ed è stata poi la gente a segnalare quali erano maggiormente meritevoli. Ha colpito nel segno, ad esempio, la vicenda che ha visto protagonista l’atleta kenyana Ruth Chebitok, tesserata per l’Athletic Terni, che in occasione della Maratonina di Pistoia ha rinunciato a superare la rwandese Claudette Mukasakindi che, colpita da crampi nei metri finali, faticava a raggiungere il traguardo. Ruth però ha deciso di non superarla ed attendere che fosse la sua rivale ad attraversare per prima il traguardo fra lo stupore delle persone che stavano seguendo la gara. Per la Chebitok quella sarebbe potuta essere la prima vittoria in Italia ma lei ha dichiarato “che quella vittoria se l’era meritata Claudette, non era giusto superarla negli ultimi metri e sfruttare i suoi problemi fisici”.

L’altra storia vincitrice, segnalata anche questa dal Coni Umbria, è quella delle ragazze ternane dell’Umbria Rugby che gioca in serie A. Nessuna di loro, alcune della quali fanno parte della Nazionale italiana, ha avuto esitazioni ad accettare l’invito dell’associazione “Stefano Zavka”, fondata in ricordo del giovane alpinista ternano scomparso sul K2. Questa associazione da qualche anno ha tra i suoi obiettivi quello di far provare le emozioni della montagna a coloro che non possono più salire in cima con le proprie gambe. Così le giovani rugbyste Serena Settembri, Angelica Cerasi, Ginevra Cimino, Federica Cipolla e Sara Marcorelli insieme al loro allenatore Sergio Depretis e all’allenatore della squadra maschile Omar Belli, hanno aiutato un ragazzo disabile, Andrea Sansoni, a salire in cima al monte Vettore con l’aiuto della Joelette, una carrozzina speciale a due ruote.

 

La terza storia umbra premiata a Napoli è quella di Luigi Costanzo. nato a Palermo, 54 anni, affetto da poliomielite dall’età di 18 mesi per cui lo sport è stato fondamentale per superare quelle barriere che volta per volta la vita gli ha posto davanti. Una testimonianza che può servire a quanti pensano che un difetto fisico possa essere d’impedimento a realizzare i propri sogni.

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