Settore giovanile Perugia calcio, intervista con Giovanni Guerri

Bisogna lavorare in anticipo, sulle fasce d’età 2003-2004 che consentono una programmazione a 3 anni

Settore giovanile Perugia calcio, intervista con Giovanni Guerri
Giovanni Guerri

Settore giovanile Perugia calcio, intervista con Giovanni Guerri

da Franceco Baldoni
Per la gestione e la programmazione a livello generale le figure di riferimento sono Roberto Goretti e Marcello Pizzimenti  È stato sempre un uomo di campo ma quando questa estate il presidente Santopadre lo ha voluto alla guida del Settore giovanile del Perugia Calcio Giovanni Guerri non ha saputo dire di no.

“La proposta del presidente mi ha onorato – spiega un po’ emozionato. Sono arrivato insieme a lui nel 2010 occupandomi dei portieri, coordinandone l’attività e la crescita. Ma non è la prima volta che sto dietro ad una scrivania visto che anche al Città di Castello avevo ricoperto il ruolo di Direttore Generale e Responsabile Settore giovanile. Lavorare sul campo è sempre stata la mia passione ma visto che me lo ha chiesto il presidente non potevo rifiutare. Così ho dovuto scegliere: campo e scrivania non vanno d’accordo..”.

Questa pausa di metà stagione ci consente di fare un primo bilancio sull’attività del settore giovanile.

“L’importanza e il blasone di una società come il Perugia ci imporrebbe di guardare solo al risultato ma l’obiettivo è quello di far crescere i nostri ragazzi sia per dare loro un’opportunità a livello nazionale, vedi i casi Curti, Vitali e Petricci, ma anche quella di poter far parte della rosa della prima squadra come accaduto a Pettinelli e Proietti. La strada imboccata è quella giusta, bisogna solo continuare”.

Quali sono le figure che lavorano a stretto contatto con te.

“Per la gestione e la programmazione a livello generale le figure di riferimento sono Roberto Goretti e Marcello Pizzimenti, rispettivamente Direttore Area tecnica e Direttore Sportivo. Sul campo invece è Piero Lombardi che segue le sedute di allenamento e il lavoro di tecnici e istruttori. Poi c’è Sergio Filipponi che si occupa dello scouting attraverso una rete di osservatori e collaboratori. A seguire tutte le persone che lavorano negli uffici, dalla segreteria alla logistica”.

Guerri
Classe 1966. Una carriera da portiere, prima fra i pali dell’Arezzo (Primavera e Allievi) e continuata fra Serie D ed Eccellenza con Città di Castello (suo paese natale, 15 anni in tutto), Sansepolcro, Julia Spello, Valfabbrica, Monte San Savino, Ripa, poi dal 1998 come preparatore dei portieri sempre a Città di Castello.

Chi meglio di te può dirci come è cambiato questo ruolo.

“Indubbiamente è la figura che è cambiata maggiormente ed è diventata fondamentale l’interpretazione del ruolo. Ora il portiere non viene più considerato come estraneo al gioco, anzi, è sempre più attivo nella ripartenza dell’azione e nell’appoggio. Anche qui al Perugia lavoriamo su questi aspetti e i risultati si vedono”.

A questo punto qualche nome di prospettiva può dircelo.

“Meglio di no, la crescita del portiere è una cosa delicata, e poi sono giovani…”

Fra il lavoro e il calcio rimane poco tempo per la famiglia.

“E vero, faccio l’agente di commercio e conciliare gli impegni con questo nuovo ruolo non sempre è facile. Per fortuna che mia moglie Anita e i miei figli Letizia ed Alessandro non mi fanno mancare il loro sostegno”.

La sfida che si propone Giovanni Guerri.

“Bisogna lavorare in anticipo, sulle fasce d’età 2003-2004 che consentono una programmazione a 3 anni. Nella nostra Regione poi ci sono ragazzi di qualità. La sfida è quella di andare a disputare campionati nazionali con la maggior parte di ragazzi umbri, con i portieri la sto vincendo..”.

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