Presentazione della notte bianca dello sport paralimpico a Roma

La "Notte bianca dello sport… paralimpico" di Sigillo ha fatto di nuovo centro. Molta è stata la gente che anche venerdì sera ha riempito il parco Villa Anita. Tutti i presenti hanno potuto praticare o assistere alle seguenti discipline sportive: handbike, danza sportiva in carrozzina, equitazione, tiro a volo laser, tiro con l'arco, arrampicata sportiva, arti marziali, calcio balilla umano 11 contro 11, agility dog, palla a mano in carrozzina
un momento della Notte bianca dello sport paralimpico

ROMAMercoledì 27 luglio 2016 alle ore 14,30 presso la sede del Parlamento a Roma sarà presentata la Notte bianca dello sport Paralimpico, in programma a Sigillo il prossimo 27 agosto, grazie all’intervento dell’onorevole Giampiero Giulietti, che sarà presente alla conferenza stampa. La manifestazione è promossa dal Comune di Sigillo, Regione Umbria, Comitato Italiano Paralimpico (Cip), Cip Umbria ed Inail, con il patrocinio del Coni Umbria.

Interverranno Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Riccardo Coletti, sindaco di Sigillo, Marco Borzacchini, presidente vicario Cip, Francesco Emanuele, presidente Cip Umbria, Domenico Ignozza, presidente Coni Umbria, Luca Panichi e Gianni Luca Tassi, componenti del Cip Umbria, Nicola Bazzucchini, consigliere comunale di Sigillo, Paolo Taddei, vice presidente vicario Cip Umbria.

IL COMUNE DI SIGILLO

Il territorio di Sigillo, in epoca preromana, era abitato, come dice Plinio il Vecchio (79 d.C.) nella sua Naturalis Historia, dalla popolazione umbra dei Suillates; in epoca imperiale ebbe il municipium di Suillum, retto dai magistrati “Duoviri”. Attraversato dall’importante via Flaminia, costruita nel 220 a.C., a 127 miglia da Roma, per raggiungerla erano necessari tre giorni di viaggio a piedi.

Frammenti di iscrizioni, qualche capitello, rocchi di colonne, ville suburbane e tombe testimoniano la notevole estensione dell’abitato in epoca romana. I Goti di Alarico, nel 409 d.C., in transito verso Roma per saccheggiarla (24 agosto 410 d.C.), lasciarono dietro di loro soltanto rovine: oltre 100.000 persone tra uomini, donne, vecchi e bambini, con carri trainati da buoi e cavalli, spogliavano e mettevano a ferro e fuoco quanto trovavano. La poca popolazione rimasta, rifugiatasi nelle grotte e nei boschi, dovette ancora subire i disastri della ventennale guerra tra i Bizantini diNarsete e i Goti di Totila, lo sfortunato re che morì la sera stessa della battaglia, nel luglio del 552 d.C., a Caprara, territorio di Tadinum.

Con la venuta dei Longobardi, pochi anni più tardi, il suo territorio fece parte del Ducato di Spoleto e del Gastaldato di Nocera, che poi con i Franchi di Carlo Magno si trasformò nella Contea di Nocera, nel Ducato di Spoleto. Cambiato il nome latino in Sigillum, la Pieve di S. Andrea dal secolo VII o VIII, continuò a testimoniare una presenza continua di popolazione.

Fu dominato dai conti longobardi di Nocera: si ricordano, tra gli altri, Monaldo, Offredo, Rodolfo e Vico detto Lupo (tutti discendenti dal duca di Spoleto Ildebrando e dai re d’Italia Liutprando, Ansprando ed Ildebrando). L’imperatoreFederico II, capo dei ghibellini in Italia, venendo da Fano nel 1230, parteggiando Sigillo per la parte guelfa, lo distrusse. Nel sec. XIII Perugia cercava di estendere il suo dominio nei territori circostanti, lo ricostruì nel 1274, come castello importante di confine difeso da una possente rocca, formando l’attuale centro storico nei quattro quartieri, S. Maria, San Martino, S. Pietro e S. Andrea.

Conteso dai Baglioni di Perugia, Boldrino da Panicale, Azzo dei Castelli, Braccio da Montone, dai Montefeltro di Urbino, nel 1500 fu saccheggiato da Cesare Borgia. Nella metà del Cinquecento entrò a far parte dello Stato Pontificio dopo la famosa “GUERRA DEL SALE”. Tra il popolo sigillano quando c’è da affrontare una grande spesa, è rimasto ancora il proverbio: ” mi costa più che il sale a Perugia”. Il 14 settembre 1860 fu annesso al Regno d’Italia.

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