PERUGIA VOLLEY, COPPA ITALIA, KOVAC: “UN’ESPERIENZA SUPER!”

Finale Coppa Italia: Copra Elior Piacenza - Sir Safety PerugiaPERUGIA – Quello di oggi è un lunedì particolare a Perugia. È il giorno, a mente fredda, dove rivivere le mille emozioni del weekend bolognese della Del Monte Coppa Italia. Un weekend che ha consacrato la Sir Safety Banca di Mantignana Perugia nel firmamento della pallavolo italiana. Un weekend che ha lasciato il segno nella società del presidente Sirci, nella società tutta, nei tantissimi tifosi che hanno seguito con passione commovente i propri beniamini al PalaDozza.

I ragazzi di Kovac sono arrivati ad un passo dalla grande impresa, arrendendosi solo ieri sera in finale alla forza d’urto di Piacenza. E, tanto per essere chiari, davvero complimenti alla Copra per la pallavolo che, non da ieri, riesce ad esprimere e complimenti ai propri correttissimi e sportivissimi tifosi. Se la pallavolo italiana aveva bisogno di un spot, la domenica del PalaDozza ne rappresenta uno difficilmente eguagliabile.

Cosa rimane di questi due giorni? Tantissimo. Prima di tutto una grande squadra, quella dei Block Devils, che ha dimostrato di essere non più una sorpresa, ma una bellissima realtà. Kovac, allenatore e persona di un altro livello, ha saputo plasmare un gruppo a sua immagine e somiglianza che non molla mai (la semifinale con Macerata insegna) e che esprime un volley ordinato, efficace e piacevole. Ovviamente i singoli, dall’asso Atanasijevic al fenomenale Petric, dal funambolico Giovi all’eterno capitan Vujevic a tutti gli altri ragazzi, hanno la loro importanza, ma certamente della Sir emerge il gruppo, la squadra. A Bologna lo hanno visto tutti.

Dal PalaDozza poi si riporta a Perugia il calore infinito del pubblico bianconero. Un affetto, questo sì, quasi sorprendente, un legame forte tra squadra, società e tifosi. Se non è arrivata alla fine quella sul campo, sugli spalti una vittoria clamorosa per la Perugia sportiva.

Da ora si resetta tutto, tornando con la testa al campionato e con il terzo posto da difendere fino al termine della regolar season. Ma prima di chiudere la meravigliosa parentesi Coppa Italia, la parola spetta proprio al tecnico dei Block Devils, Boban Kovac. Parole che racchiudono questi due giorni di Bologna.

“Siamo andati a Bologna contro tutti i favori del pronostico. La nostra semifinale, nei commenti precedenti la Final Fuor, doveva essere quella scontata, ma noi la abbiamo affrontata carichi, credendo sempre in noi stessi e dimostrando quello che stiamo facendo in campionato. Abbiamo messo sul piatto una mentalità vincente, la mia squadra sa stare in campo ed ha giocato bene ogni fondamentale conquistando una grandissima vittoria ed una finale fantastica. Finale dove siamo arrivati forse un po’ scarichi mentalmente, anche se per due set ce la siamo giocata alla pari, sempre attaccati agli avversari. Piacenza ha qualcosa in più di noi, ma appena mollava noi eravamo presenti. Credo che abbiamo fatto la nostra parte, soffrendo tutti insieme, ma Piacenza ha giocato benissimo, meglio di noi in battuta ed a muro. Pertanto davvero complimenti a chi alla fine ha meritato di vincere. A noi resta un weekend fantastico, ma adesso è d’obbligo non accontentarsi. Mi piacerebbe riaffrontare più avanti in stagione Piacenza e far vedere che possiamo fare ancora meglio di ieri. Ma so bene che per arrivare a quel punto dovremo prima affrontare tante altre gare difficili in campionato, a partire da domenica prossima a Trento. Dobbiamo subito riprendere a correre, senza pensare al passato perché conta solo il presente. A Trento dobbiamo difendere il terzo posto che sarebbe un traguardo fantastico per noi e che penso stiamo meritando”.

Volete sapere cosa si porta nella valigia Kovac da questa F4 di Coppa Italia?

“Io mi porto via un’esperienza super, una grande felicità per quello che siamo stati capaci di fare e la consapevolezza che il nostro lavoro, iniziato tre anni fa in serie A2, porta risultati ad alti livelli”. L’ultima curiosità riguarda quello che è successo subito dopo l’ultimo punto di Atanasijevic in semifinale contro Macerata…

“Sono corso subito in curva dove c’era mia moglie Tatjana (una corsa degna di quando Boban era ancora protagonista in campo, ndr). Non potevo fare diversamente, era qui per me! Spero di averla a mio fianco anche più avanti, anche perché quando c’è lei perdiamo poco”.

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