Perugia, motociclismo, è nato l’Antonelli Motor Dream

Il Team
Antonelli Motor Dream

di Luana Pioppi
PERUGIA – Un nuovo team di motociclismo nato per ricordare Andrea Antonelli, il centauro 25enne di Castiglione del Lago che lo scorso 21 luglio è morto in un incidente mentre correva il Gran Premio di Superbike di Mosca. È l’“Antonelli Motor Dream”. Si tratta di una società sportiva che continuerà a tenere viva la passione che ha accompagnato la vita di Andrea: la motocicletta. A ricordarlo sarà l’amico Stefano Marcaccioli, nato ad Assisi il 16 aprile 1987, che, insieme all’associazione Nextor Race, ha dato vita a questo team che sta partecipando al campionato National Trophy, categoria 1000 sbk, organizzato dal Moto Club Spoleto, società con cui era tesserato il centuro umbro.

Il nuovo team, che avrà come preparatore atletico il papà di Andrea, Arnaldo Antonelli, è stato presentato nei giorni scorsi presso la pasticceria Etrusca di Perugia. Oltre al primo pilota Stefano Marcaccioli, erano presenti il team manager, Massimo Gattobigio, il secondo pilota, Davide Fabbri, il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, i meccanici, Marco Bianchini e Daniele Calzoni, ed un gruppo di collaboratori e simpatizzanti. All’incontro non erano presenti i genitori di Andrea, che hanno preferito restare a casa.

Ha aperto la conferenza stampa il presidente Guasticchi che ha comunicato che Stefano ha voluto raccogliere il testimone di Andrea e continuare a promuovere, insieme alla Provincia di Perugia, il progetto guida sicura per insegnare ai motociclisti a guidare sulle strade provinciali con maggiore cautela.

Subito dopo Stefano Marcaccioli, campione italiano “Trofeo Italia Inteforze” categoria 1000 Open nel 2012, ha parlato del team. «Il nostro scopo – ha detto – è quello di divertirci e stare insieme come una grande famiglia, come era anche nella filosofia di Andrea. Spero che questo progetto venga sposato anche da nuovi sponsor affinché vada avanti il più possibile. Affronterò questa nuova stagione partecipando alle corse con il numero di gara “8”, quello che usava Andrea, lasciando il mio che era il “29”. In più indosserò il suo ultimo casco, quello che aveva ordinato ma che non è è mai riuscito ad mettere».

Stefano aveva accompagnato Andrea in alcune delle sue ultime gare, quelle disputate ad Aragon in Spagna ed ad Imola. I due erano legati da una profonda e sincera amicizia, fondata su valori condivisi e soprattutto su una passione: la motocicletta. Ora Stefano, dopo il positivo esordio professionale del 2012, dallo scorso anno ha fatto un salto di categoria partecipando al Trofeo Italiano Pro k-Cup categoria 1000 in sella alla sua Honda Cbr.

Il secondo pilota Davide Fabbri, invece, sarà schierato con la sua Yhamaha r6 nella categoria 600 supersport del National Trophy.

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