Perugia calcio, comincia l’era di Federico Giunti, poco più di vent’anni [VIDEO]

Poco più di vent’anni dopo il suo discusso addio da calciatore sarà il tecnico di Città di Castello il nuovo timoniere del Grifone per la prossima stagione

Perugia calcio, comincia l'era di Federico Giunti, poco più di vent’anni

Perugia calcio, comincia l’era di Federico Giunti, poco più di vent’anni

PERUGIA – Federico Giunti inizia la sua seconda vita in biancorosso. Poco più di vent’anni dopo il suo discusso addio da calciatore sarà il tecnico di Città di Castello il nuovo timoniere del Grifone per la prossima stagione.

Una scelta che ai più potrebbe sembrare azzardata, ma non certo al presidente Massimiliano Santopadre, uno che è abituato a questo tipo di scommesse, in larga parte vinte. Un’idea nata da tempo: “Ci ho parlato tre o quattro anni fa, per poi scegliere altri profili. Oggi Federico è pronto e ci porterà ciò che gli abbiamo chiesto, vale a dire punti”. Il sostegno della società non mancherà: “Il campionato ci dirà quali sono le difficoltà, lo aiuteremo se avrà bisogno. Se non lo avrà saremo felicissimi perché vorrà dire che la scelta si rivelerà perfetta”.

“Orgoglioso di sedere su questa poltrona, in un luogo che mi evoca tanti ricordi – ha detto Federico Giunti. Sono consapevole della responsabilità che mi attende, ho già fatto dei ragionamenti su ciò che dovrò metterci. Il presidente mi ha chiesto di fare le cose semplici all’inizio. Sono convinto che mi aiuterà, insieme a Roberto e Marcello, a capire cosa voglia dire questa categoria”.

Giunti non dovrà ricominciare da zero: “Partiamo da una base solida, che consente di dare continuità. Ho la fortuna di succedere ad un allenatore che per filosofia di gioco mi si avvicina. Dovremo essere bravi inoltre a trasformare una delusione ancora palpabile come quella dei playoff in entusiasmo, perché questo campionato lo richiede”. Chiarissima l’idea sullo schema di partenza: “Considero i giocatori come componenti della rosa e tutti verranno coinvolti. Per quanto riguarda l’aspetto tattico ho condiviso con la dirigenza la mia idea. Proveremo a costruire una squadra imperniata sulla difesa a quattro e sul centrocampo a tre. Davanti sceglieremo per il meglio, c’è tanto tempo e non vogliamo sbagliare. È ovvio che il reparto più carente sia il centrocampo”.

Si cercheranno anche delle soluzioni sui calci da fermo, cosa che è un po’ mancata nelle ultime stagioni: “Una squadra deve avere più freccie al proprio arco. È un aspetto che abbiamo toccato. Trovare due elementi che facciano la differenza può essere positivo”. Dopo aver glissato su cosa non ha funzionato lo scorso anno (“Non lo troverei corretto”, chiosa con decisione Chico), il neo tecnico mette in risalto l’importanza di alcuni ruoli cardine: “Per quanto riguarda il trequartista stiamo cercando giocatori che possano essere determinati in quella zona del campo. È un ruolo delicato, bisogna sapersi muovere bene tra le linee e creare superiorità sugli esterni. Credo molto nel centrocampo a tre, perché con le giuste caratteristiche si può fare molto bene.

Il centravanti? Samuel Di Carmine è il nostro punto di partenza. Accanto a lui cercheremo chi gli possa girare attorno. La punta che aspetta il pallone non rientra nel mio modo di intendere il calcio”.

Uno dei profili più gettonati potrebbe essere Alberto Cerri: “Abbiamo avuto una notevole convergenza sia io che Goretti su di lui. Potrebbe anche diventare una punta di movimento con i giusti accorgimenti”. L’idea da trasmettere sul campo sarà molto semplice e basilare: “Voglio vedere una squadra con un’identità precisa. Spero che i giocatori la possano raggiungere in breve tempo, ma sono sicuro che faremo un buon lavoro da questo punto di vista”.

Sarà anche importante, e molto, l’aspetto psicologico: “Da parte mia posso dire che ho ambizione di crescere e mettermi in gioco. Il fatto di avere questa società come supporto non può che essere un vantaggio. L’empatia con i ragazzi infine dovrà essere immediata”.

Diversi i tecnici a cui Giunti si ispira: “Allegri è il top e la sua crescita è sotto gli occhi di tutti. Poi Giovanni Galeone, che mi ha permesso di giocare ad alti livelli. Ma non dimenticherei Novellino, Castagner, Mazzone, che in fatto di leggere le partite non era secondo a nessuno, e Zaccheroni che ha vinto da più parti. Infine Lucescu, che nel Besiktas mi ha fatto apprendere la capacità di far convivere diverse mentalità”.

Chiusura con l’obbiettivo finale, e non potrebbe del resto essere diversamente: “Abbiamo la convinzione di fare un ottimo campionato, anche perché negli ultimi anni la società è riuscita a mettere a disposizione ottimi organici. Poi Perugia lo vuole. Sono consapevole che ci saranno squadre blasonate, ma questo dovrà essere da stimolo. Dobbiamo provare ad andare oltre i nostri limiti”.

E qui interviene Santopadre che avverte: “Guai a partire con la paura, la mentalità deve essere la solita. Se poi non riusciremo a fare quel che noi abbiamo in mente sarà giusto criticare, seppur con cognizione di causa”.

Perugia calcio, comincia l’era di Federico Giunti, sarà il nuovo allenatore

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