GRIFO FEMMINILE: IL NUMERO CHE PESA, PARLA ELENA PROIETTI

grifo_elena_proietti(UJ.com 3.0) PERUGIA – Elena Proietti, centrocampista avanzato classe 1991 è da un anno in forza alla Grifo Perugia Femminile. La numero 10 “romana” nell’annata calcistica appena trascorsa si è calata alla perfezione nei meccanismi gioco di mister Scapicchi, mettendosi a pieno servizio della squadra, segnando e correndo, mostrando una condizione atletica davvero invidiabile. Nella stagione 2011-12, quando la Grifo festeggiava per la vittoria del campionato e l’approdo in A, lei militava per la Roma Calcio Femminile (Serie A), vivendo una stagione al contrario molto complicata, tra la retrocessione e un brutto infortunio al ginocchio. Alla Grifo è rinata, forse nemmeno lei immaginava così, ma è stata davvero una pedina fondamentale e stavolta ha potuto festeggiare anche lei, da protagonista, insieme alle compagne.

Proietti, come è stato questo suo primo anno alla Grifo?
“E’ stato molto importante poter continuare la mia esperienza in Serie A. Era un test personale fondamentale dopo un uno – due terribile come la retrocessione e l’infortunio. A Perugia mi sono trovata benissimo sia con la società, devo dire molto solida, sia con le ragazze e lo staff tecnico, entrambi estremamente professionali. In un contesto come questo è stato facile tornare a giocar e togliersi delle soddisfazioni.”
Cosa le ha dato Scapicchi che non aveva e come vive il suo addio?
“Molto, a lui devo dire solo grazie. Arrivare in una squadra nuova e vestirne la maglia numero 10 è un segno di fiducia e responsabilità. Con Scapicchi mi sono trovata molto bene da subito, un bravo comunicatore, bravo tattico e, ciò che più conta, una persona schietta, corretto e sempre pronto a mettersi in discussione per migliorare per il bene della squadra. C’è una frase che ogni volta mi ripeto, era la sua e mi è rimasta impressa: “Non abbiate paura di sbagliare perché se sbagliate osando io sono contendo. Se sbagliate per paura di osare avete già perso in partenza”. Mi è dispiaciuto sapere che lasciava, mi sarebbe piaciuto lavorare ancora con lui, ma essendo stata una sua scelta non posso che accettare vista l’immensa stima che ho nei suoi confronti. Chissà, magari un giorno potremmo di nuovo lavorare insieme.”
Un brutto infortunio l’ha segnata nella stagione sfortunata con la Roma, quali sono state le emozioni e le sensazioni che ha provato al rientro in un campo da calcio?
“Sono state sensazioni indescrivibili. Il solo pensiero mi fa venire i brividi e battere il cuore.”
Come è stato conquistare la salvezza con la Grifo dopo che nella stagione precedente non era riuscita a ottenere lo stesso risultato?
“Ancora prima di firmare con la Grifo avevo iniziato a seguirne i risultati. Al tempo, più o meno novembre o dicembre, la squadra occupava il penultimo posto in classifica ma a mio avviso non lo meritava affatto. Il mio pensiero era quello di evitare assolutamente un’altra retrocessione, così prima di firmare mi sono promessa che ci saremmo salvate. Quello che abbiamo fatto è stato importante, abbiamo macinato punti incredibili nel girone di ritorno e dare il mio contributo mi ha fatto davvero piacere. Ironia della sorte il 18 maggio ci siamo salvate, l’anno prima esattamente un solo giorno dopo, il 19 maggio 2012 mi sono rotta il crociato e la Roma è retrocessa. Strana la vita eh … Mi sono presa la mia rivincita”

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