Gabriele Maruotti si presenta, “Perugia è quello che volevo!”

2014.04.27 Sir Safety Perugia - Lube Banca Marche MacerataPERUGIA – La prossima sarà la sua nona stagione nella serie A1 maschile di pallavolo. Dato decisamente di rilievo, soprattutto se si considera che a marzo ha spento appena ventisei candeline! Entra infatti nel pieno della sua maturazione fisica e tecnica Gabriele Maruotti, uno dei volti nuovi della Sir Safety Banca di Mantignana Perugia per la prossima stagione. Romano di nascita, trevigiano, scuola Sisley, come crescita pallavolistica, di professione schiacciatore ricevitore. Quello “di una volta”, se così si può dire. Cioè atleta tecnico, ottimo nei fondamentali di seconda linea, con tanti colpi in attacco pur non possedendo il fisico da colosso di tanti martelli della pallavolo di adesso. Qualità che, proprio perché le caratteristiche di Maruotti stanno diventando merce rara, diventano essenziali per garantire equilibrio a qualsiasi squadra.
Questo hanno pensato la Sir e coach Grbic. Questo ha portato Maruotti, che passerà l’estate colorata di “azzurro essendo nel gruppo della Wordl League, a vestire in bianconero.

E queste di seguito, per la gioia dei tantissimi tifosi perugini, sono le sue prime ufficiali parole da Block Devils:
“La scelta di Perugia? Dettata da tanti fattori”, spiega Gabriele con un inconfondibile slang romano. “Intanto perché la Sir è una delle due-tre squadre che stanno prevalendo in maniera importante sul mercato. Lo dimostrano acquisti e conferme ancora precedenti al mio come ad esempio la diagonale De Cecco-Atanasijevic. Poi è stato importante aver parlato personalmente con il nuovo allenatore. Grbic mi ha presentato il progetto e la cosa mi ha molto allettato e fatto piacere. Infine, ma parliamo della motivazione principale, perché Perugia è una squadra che vuole e può ambire a fare una stagione importante. E tutto questo è proprio quello che volevo!”.

Tra qualche mese Maruotti potrà toccare con mano tutto l’entusiasmo e l’affetto dei tifosi bianconeri verso la squadra. Entusiasmo che al nuovo Block Devils non è passato inosservato.
“Da avversario sono venuto a Perugia per i quarti di finale e ricordo già una buona cornice di pubblico. Certo che a tutti è rimasto impresso il pubblico e l’entusiasmo travolgente delle ultime partite. Un qualcosa che non aveva nessun altro, una vera e propria arma in più per la squadra. Ecco, quello che spero è che la prossima stagione tutto quell’entusiasmo riparta da lì e diventi ancora la nostra arma in più”.

Maruotti avrà un ruolo come detto fondamentale nello scacchiere di Nikola Grbic. Ed un certo capitan Vujevic come compagno di reparto. Vujevic che per Gabriele rappresenta un punto di riferimento. Per questo di quella che vorrebbe fosse la sua stagione futura dice…
“Goran Vujevic è un pilastro per questa squadra. Basta guardare quello che è stato capace di fare nello scorso finale di stagione. Ecco, credo che Goran sia il punto di riferimento per me per quello che vorrei fosse il mio lavoro per la squadra. Spero di essere per Perugia il giocatore capace di fare in campo quello che fa lui. E (ci scherza su Gabriele, ndr) di farlo giocare il meno possibile!”.

Come tutti gli attaccanti, Maruotti è ben felice di trovare nella sua stessa metà campo un regista del calibro di De Cecco.
“Beh, De Cecco per uno schiacciatore, soprattutto per uno come me, è stato un altro stimolo importante per venire a Perugia. Ero insieme a lui a Piacenza (stagione 2012-2013, ndr), ma per vari motivi me lo sono goduto poco. Credo che con la sua passa rapida personalmente, ma penso sia un discorso che valga in generale, rappresenti il palleggiatore migliore con cui giocare. Naturalmente bisognerà lavorare per trovare la giusta alchimia, ma la base è interessante!”.

In attesa di conoscere il suo nuovo soprannome (“So solo che è il presidente personalmente che li decide e sinceramente comincio ad essere piuttosto curioso…”), Gabriele si congeda con una considerazione personale. A Perugia lo aspettano tutti a braccia aperte, lui intanto sulla prossima stagione dice:
“Può essere per me la stagione della consacrazione? Non credo sia il termine corretto (otto anni in A1, trofei vinti e presente in nazionale lo certificano, ndr), ma la vita dello sportivo è fatta così ed ogni anno bisogna dimostrare. Per questo il prossimo campionato parto per confermare quanto di buono fatto lo scorso anno. L’ho già detto prima, Perugia era quello che volevo, il che ovviamente comporta anche la responsabilità importante di giocare per provare a vincere qualcosa. Ecco, allora spero che la prossima sia per me la stagione della consacrazione perché vorrà dire che a fine anno avremo vinto qualche trofeo!”. Ragionamento che non fa una piega, caro Gabriele. Benvenuto a Perugia!

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