Violenza sulle donne, prevenirla e contrastarla incontro a Perugia

Perugia – “Una società che soffre della sindrome del possesso e che elimina i problemi togliendo di mezzo l’oggetto del problema”. Due concetti questi disarmanti emersi oggi durante l’incontro pubblico, promosso dalla  Consigliera provinciale di parità Gemma Paola Bracco, dal titolo “Riconoscere la violenza sulle donne per prevenirla e contrastarla”. A partecipare sono stati: il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, l’assessore alle pari opportunità Donatella Porzi e  Nicla Flavia Restivo, giudice penale del Tribunale di Perugia. Lo scopo dell’incontro, al quale hanno partecipato tre V classi del Liceo Statale A. Pieralli di Perugia, è stato quello di proseguire il percorso culturale e formativo sulle pari opportunità, avviato da tempo in collaborazione con le istituzioni scolastiche e universitarie, rivolto ai giovani del territorio.

L’incontro si è aperto con le condoglianze, espresse da tutti i presenti, al giornalista Alvaro Fiorucci che non ha potuto partecipare all’incontro a causa di un lutto che lo ha colpito in queste ore. “Dal 12 ottobre l’Ente Provincia assumerà una nuova veste – ha detto Guasticchi –  io sono stato l’ultimo Presidente eletto dai cittadini e nei 5 anni di lavoro ho partecipato a molte iniziative della Consigliera di Parità Gemma Paola Bracco. Credo che sul concetto di parità uomo-donna ci sia molto da lavorare soprattutto sul fronte culturale. La parola femminicidio è ormai purtroppo diventata frequente ma questa costanza non deve diventare assuefazione, ma indignazione verso questi delitti al femminile”.

“Nei cinque anni che ho trascorso come consigliera di parità – ha affermato Bracco –  ho sempre cercato, attraverso incontri e eventi mirati, di diffondere la cultura dei diritti, del rispetto e della legalità e la promozione di un pensiero critico, capace di contrastare gli stereotipi e le discriminazioni a partire da quelle di genere. Nel 99% dei casi è sempre l’uomo che compie violenza sulle donne, da qui la definizione della parola  femminicidio, altra caratteristica comune è che spesso si tratta di uomini che hanno un rapporto stretti (matrimonio, convivenza) con le vittime.

‘Mio marito mi ha dato uno schiaffo. E’ violenza?..’ “non sono io a poterlo stabilire  – continua Bracco – ma sicuramente è una chiara mancanza di rispetto. La caratteristica della violenza è l’escalation, non è vero che chi uccide lo fa in un raptus momentaneo. L’uccisione avviene dopo una serie di segnali che, probabilmente, la vittima non ha visto o non ha voluto vedere, complice anche il sentimento che intreccia la coppia.

Recentemente con il reato di stalking si sono fatti passi in vanti ma si deve fare molto di più. L’uomo che compie violenza se non viene ‘curato’ può reiterare la violenza. Dietro l’uccisione della donna c’è l’idea chiara del possesso tradotto in: tu sei mia e di nessun altro”. A partire dai fatti di cronaca raccontati nel libro di  Alvaro Fiorucci “Il sangue delle donne. Cronache di femminicidi in Umbria,  è stata Nikla Restivo che ha spiegato ai ragazzi quali sono i comportamenti caratteristici dell’omicida, sostenendo che questi si possono riconoscere e combattere, rivolgendosi a strutture specifiche. “Spesso noi giudici ci troviamo a non avere elementi per incastrare l’assassino perché la vittima per pudore non ha parlato con nessuno o non è andata al pronto soccorso dopo le lesioni subite. Ci sono figure come il medico di famiglia che hanno il segreto professionale, ma se chiamati a testimoniare possono confermare la reiterazione della violenza”.

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