UMBRIA, ALLOGGI POPOLARI, BOOM DI RICHIESTE

ABITAZIONE POPOLARE“Il 2013 ha fatto registrare un aumento del 25% di richieste di case popolari rispetto all’anno precedente, un boom allarmante che certifica l’aggravamento del problema casa nel Paese e che minaccia di continuare per ancora molto tempo. Basti pensare che soltanto in Umbria si stimano, per il prossimo triennio, almeno 4000 sfratti. Queste stime peraltro si inseriscono in una quadro nazionale che prevede almeno 300.000 sfratti verosimilmente eseguibili nei prossimi 3 anni di cui 250.000 per morosità.

 

In Umbria appena il 10 per cento delle domande di alloggi popolari può essere soddisfatta ed anche per questo riteniamo urgente che il Governo predisponga le risorse necessarie per un piano casa nazionale che argini un fenomeno sempre più frequente”, ha affermato l’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti, in merito al problema che è stato sollevato dal presidente di Federcasa, Emidio Ettore Isacchini, al termine dell’audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sul decreto Imu, durante la quale è emerso un quadro potenzialmente esplosivo, una vera e propria emergenza sociale, che rischia di assumere contorni drammatici.

 

“Isacchini, ha sottolineato l’assessore Vinti, ha ribadito ciò che stiamo dicendo ormai da mesi: le risorse per l’edilizia residenziale pubblica sono esigue e di certo non sufficienti a rispondere adeguatamente all’emergenza abitativa. Con l’occasione il presidente di Federcasa ha chiesto l’esclusione degli istituti destinati all’edilizia residenziale pubblica dal pagamento dell’Imu. Le risorse così risparmiate potrebbero essere reimpiegate per la ristrutturazione di vecchi alloggi, oggi inutilizzati, e per la costruzione di nuovi edifici. Continuare a tagliare risorse e ad ignorare il problema, conclude Vinti, significa condannare migliaia di famiglie a restare senza un alloggio, una prospettiva drammatica che l’Umbria, con grande impegno, sta cercando di tamponare pur nelle difficoltà oggettive in cui si è chiamati ad operare”.

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