STALKING: “TUTELARE I CITTADINI PIÙ DEBOLI, SOSTENERE LE VITTIME E RECUPERARE GLI STALKER”

Perseguita la ex fidanzata, stalker di 59 anni arrestato dalla Polizia di Terni

stalking-770x574(UJ.com3.0) PERUGIA – Promuovere l’istituzione, presso ogni Azienda sanitaria locale, di un centro anti-stalking che garantisca misure di sostegno e supporto psicologico per le vittime di stalking e per gli stalker. Istituire un Osservatorio regionale anti-stalking per monitorare l’andamento del fenomeno e fornire un’occasione permanente di confronto tra gli operatori. Attivare corsi anti-stalking come formazione sul fenomeno dal punto di vista psicologico, normativo, delle opportunità di prevenzione e tutela e di autodifesa personale. Promuovere la stipula di protocolli d’intesa con l’autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza per definire strumenti di contrasto del fenomeno anche mediante il coinvolgimento di soggetti del pubblico o del privato sociale. Sono queste le finalità della proposta di legge “Misure per prevenire e contrastare l’insorgenza e la diffusione dello stalking”, presentata oggi durante una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni dai consiglieri regionali Massimo Buconi (Psi) e Maria Rosi (Pdl).

Il testo, sottoscritto anche dal socialista Roberto Carpinelli, è stato illustrato insieme a Patrizio Barbieri (Adoc nazionale), Angelo Garofalo (presidente Adoc Umbria) e Francesco Pavone (vicepresidente Adoc Perugia), che la proposta di legge hanno stilato. Massimo Buconi, ringraziando i colleghi per aver firmato la proposta di legge fortemente voluta dall’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatoria (Adoc) e da lui condivisa e presentata, ha spiegato che “non si tratta di una proposta che vuole difendere degli interessi ma recuperare attenzione sui diritti civili, e sulla tutela dei cittadini più deboli. L’informazione ci porta ad individuare i più deboli tra le categorie emarginate ma c’è un ‘sommerso’ anche in questo caso. Si tratta di persone che subiscono una violenza meno evidente, più pericolosa, più difficile da contrastare. Da qui nasce l’esigenza di una legge regionale che metta a sistema le iniziative che esistono e stimolare la sensibilità delle istituzioni affinché facciano la propria parte. Non puntiamo a burocratizzare le questioni relative allo stalking – ha evidenziato – ma ad attivare iniziative tempestive (non possono passare mesi prima che qualcuno si occupi della denuncia) e coordinate tra più soggetti pubblici e privati, tra ambiti sociali, sanitari e repressivi. È importante stabilire chi fa il primo passo, non deve essere la vittima ad avere la potestà di azione. La procedura di tutela deve poter essere attivata da qualunque soggetto che viene a conoscenza di azione di stalking”.

Maria Rosi (Pdl) ha poi rimarcato che “ogni giorno ci troviamo di fronte a notizie di casi di stalking che sfociano nella morte delle donne. Si tratta di violenze inaccettabili che colpiscono in modo particolare le giovani e che richiedono un intervento delle istituzioni in supporto delle vittime. Molto spesso questo avviene anche all’interno della famiglia e delle mura domestiche. Bisogna dire forte che non possiamo rimanere indifferenti rispetto ad un fenomeno così odioso. Dobbiamo insegnare alle donne a non restare in silenzio e a denunciare le aggressioni. Opportuno anche l’accento sulla figura del stalker, per tentare una cura e un recupero sociale di persone che probabilmente hanno subito a loro volta violenze e stalking”. I rappresentanti dell’Adoc hanno sottolineato in modo particolare l’incremento degli episodi di stalking in ambiti condominiali, con un incremento del 25 per cento in Umbria. In molti casi, è stato detto, i casi di stalking non vengono percepiti dall’esterno come episodi gravi mentre invece creano continuo disagio e prostrazione nelle vittime.

SCHEDA: “MISURE PER PREVENIRE E CONTRASTARE L’INSORGENZA E LA DIFFUSIONE DELLO STALKING” LO STALKING. La vittima di stalking, a causa della sistematicità di tali azioni, deliberatamente volte ad avvicinarla o a convincerla intorno a qualcosa, oppure, nei casi peggiori, a spaventarla e punirla, percepirà tali atti con fastidio e paura, risultando da essi profondamente turbata sia a livello psicologico che nel modo di rapportarsi con il mondo esterno. Questo accade perché, la persistenza e la frequenza delle azioni persecutorie, generano, in chi le subisce, insicurezza. Questa comune forma di persecuzione è capace di per se di arrecare ingenti danni psicologici ed esistenziali alle vittime, in maggioranza di sesso femminile, e non raramente si complica con episodi di violenza fisica. A livello psicologico i sintomi più comuni sono ansia, depressione, disturbo post traumatico da stress, stati depressivi associati a senso di impotenza e disperazione che, in casi estremi, possono condurre al suicidio. Il rapporto tra violenza fisica e stalking non è collegato necessariamente alle lesioni fisiche, ma alla paura di essere aggrediti fisicamente, oltre che verbalmente, dallo stalker. Pertanto, parlare di rischio in situazioni di stalking significa tener presente non solo la possibilità di subire aggressioni fisiche, ma anche di essere sottoposti a persecuzioni persistenti che comportano conseguenze sociali o psicologiche.

LA LEGGE. Dopo aver definito lo stalking (minacce, pedinamenti, appostamenti, comunicazioni assillanti attraverso il mezzo telefonico, postale o la rete internet, intrusioni continuate nella vita personale e lavorativa…), individua misure e strategie programmate contro gli atti di stalking: promuovere l’istituzione, presso ogni Azienda sanitaria locale, di un centro anti-stalking che garantisca misure di sostegno e supporto psicologico per le vittime di stalking e per gli stalker. Istituire un Osservatorio regionale anti-stalking per monitorare l’andamento del fenomeno e fornire un’occasione permanente di confronto tra gli operatori. Attivare corsi anti-stalking come formazione sul fenomeno dal punto di vista psicologico, normativo, delle opportunità di prevenzione e tutela e di autodifesa personale.

 

Promuove la stipula di protocolli d’intesa con l’autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza per definire strumenti di contrasto del fenomeno anche mediante il coinvolgimento di soggetti del pubblico o del privato sociale. Ai Centri anti stalking spetterà: avviare, qualora la situazione lo richieda, interventi di supporto psicologico. Segnalare alle autorità di polizia locale la situazione accertata. Avviare progetti di recupero degli autori dei medesimi atti anche attraverso l’attivazione di interventi integrati mediante il coinvolgimento di organizzazioni senza fini di lucro. L’Osservatorio regionale sullo stalking svolge: attività di consulenza nei confronti degli organi regionali, delle associazioni od enti privati e delle aziende sanitarie che adottino progetti o che sviluppino iniziative per le finalità della presente legge. Monitoraggio ed analisi del fenomeno dello stalking, attraverso la raccolta di dati ed informazioni necessarie allo scopo di prevenire il fenomeno. Promozione di studi e ricerche, nonché di campagne di sensibilizzazione e di informazione, in accordo con le amministrazioni, gli enti e gli organismi destinatari della legge.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*