Secchiate anti Sla, Monacelli, “Sono un gioco, ma scherzando si fanno cose serie”

“So bene che l’ice bucket challenge (secchiate anti-Sla ndr) è soltanto un gioco, ma a volte pur scherzando si fanno cose serie,in questo caso dare secchiate all’indifferenza verso la Sla è una cosa seria”. Così la consigliera regionale Sandra Monacelli (Udc) in replica all’intervento del collega Lignani Marchesani (Fd’I) che aveva detto la sua sull’iniziativa prendendo come spunto un intervento della consigliera Udc (http://goo.gl/gnojzW [2]). Monacelli nella sua risposta sostiene che “bollare sdegnosamente come gesti inutili e strumentali gli inviti rivolti alla generosità, al non guardare dall’altra parte, potrebbero essere quelli sì…etichettati parimenti ipocriti, perché potrebbero nascondere in nome di presunti ‘benaltrismi’ qualche egoismo di troppo”.

L’esponente Udc ricorda poi che il “tormentone dell’estate, l’ice bucket challenge che promuove facendo il giro della rete la raccolta di fondi per i malati di Sla sta alimentando polemiche via via diffuse. Ma venerdì – aggiunge – l’Aisla ha comunicato di aver ricevuto con questa iniziativa 300mila euro di donazioni. Certo siamo ben lontani dalle sensazionali cifre americane, ma siamo in Italia e di questi tempi, persino il buon ‘Catalano’, filosofo dell’ovvietà, lo ammetterebbe che è pur sempre meglio averli che non averli!”.

Monacelli spiega che la Sla è una malattia “terribile che distrugge malati e famiglie, i quali ripongono nella ricerca scientifica la speranza di poter avere un aiuto. Io – conclude – non mi sogno di giudicare chi per varie ragioni non risponde all’iniziativa, ma per favore, lasciatemi il diritto di pensare che facendo le cose secondo coscienza, ogni piccolo gesto, paragonandolo a una goccia d’acqua nell’oceano, è utile. E se non venisse fatto, il mare avrebbe una goccia in meno!”.

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