Schiaffo in faccia alla disabilità, da 200 a 150 euro di stipendio

Lettera denuncia indirizzata al sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati

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Schiaffo in faccia alla disabilità, da 200 a 150 euro di stipendio

Ragazzi che hanno disabilità attraverso il Servizio di accompagnamento al lavoro (Sal), vengono avviati nel mondo del lavoro in piccole aziende tramite il comune dove risiedono. Il caso in questione riguarda un giovane con problemi residente nel comune di Gubbio. Il fratello di uno di questi giovani,  poco fortunati ha scritto una lettera al sindaco di Gubbio, nella speranza di poter ricevere risposta. «I ragazzi – racconta il fratello raggiunto al telefono dalla notra redazione – lavorano circa 5 ore al giorno per prendere 200 euro al mese e senza alcun rimborso di spese per recarsi sul posto di lavoro».  Questo fino all’anno scorso. «A partire dal 2016 – spiega – le cose sono peggiorate, a causa di alcune trattenute fiscali ai 200 euro sono stati decurtati altri 50, quindi mio fratello e gli altri ragazzi ora prendono 150 euro al mese».

Un problema importante, che va avanti da anni. Una condizione ingiusta, come già ingiusta è stata la vita. Intanto, come denuncia lo stesso autore della lettera non si possono pagare 200 euro per delle persone che lavorano. Se la vita con loro non è stata generosa, il lavoro, però, non conosce disabilità, ma solo diritti. «Nel bilancio della città di Gubbio – denuncia William Scesi al telefono – di aiuti per queste persone non se ne parla». Non c’è da incolpare solo il sindaco Stirati, secondo chi ha scritto la lettera, ma la politica che, del problema delle persone che presentano disabilità e che sono pagate da fame, non si è mai fatta carico affrontato.

«Ho provato ad andare a chiedere – dice -, ci ho provato anche ad andare direttamente in Comune, ma mi hanno risposto “picche” (siamo eufemistici nello scrivere questo)». Sono delle minoranze? Sono degli invisibili? No, sono solo delle persone, dei fratelli meno fortunati, sono gli anelli deboli, anzi no, debolissimi di una catena, i cui anelli lontani si perdono nella nebbia della opulenta indifferenza. Non sono tanti, ma sono dei lavoratori, lavoratori veri, non fannulloni. Si impegnano, danno il massimo, sono disponibili, umilmente, ad ogni mansione.

Schiaffo in faccia alla disabilità

Da 200, come scritto nella lettera, a 150 euro al mese. Una decurtazione, ricorda Scesi, che è scattata a gennaio di quest’anno. Già è una paga da fame e si tolgono anche 50 euro. Vanno al lavoro da soli, spendono e vi immaginate di quella miseria cosa resta in tasca a queste persone? Niente, anzi va a finire che per andare a lavorare, sono loro a rimetterci. Non si tratta persone che lavorano così da anni. Ok, c’è la crisi, non si assume! Ma siccome lavorano e lavorano sodo, vanno rispettati. 200 euro da anni, ora 150, è una vergogna!

Pubblichiamo integralmente una lettera che un cittadino eugubino ha inviato al sindaco di Gubbio, Filippo Maria Stirati, in merito alla situazione legata ad alcuni lavoratori meno fortunati. La lettera è stata anticipata su Facebook da William Scesi.

Gentile Sindaco di di Gubbio, Filippo Maria Stirati,
Le allego a questa lettera una busta paga che riflette un problema legato alla dignità di eugubini meno fortunati, che ha causa della loro disabilità sono sfruttati e questo non va! Non esistono lavoratori disabili, e lavoratori “normali”; sono sicuro che per nascondere tale problema molto probabilmente mentirà; ma io conosco e non posso tacere perché come dice Mattarella, riferendosi alla nostra Costituzione, l’Italia è una “Repubblica democratica fondata sul Lavoro” e non si fa distinzione di lavoratori fortunati o lavoratori disabili. Questa busta paga di un anonimo lavoratore ne è la prova, fino all’anno scorso prendevano 200 euro al mese dal Comune, quest’anno ne prendono 150 euro, non contando le spese che devono supportare per recarsi al lavoro, tali cifre non bastano, e sono le stesse famiglie a sopperire a tali spese. Mi creda questi eccellenti lavoratori lavorano meglio di altri perché nel loro piccolo, si impegnano con il massimo delle possibilità, il Comune invece di aiutare questi grandi lavoratori, pensa ai profughi, io non mi fermerò finché lei non devolverà risorse del bilancio comunale a quest’ultimi, se non risponde a questa lettera la questione la sottoporrò alla presidente Marini, perché avvio al lavoro (SAL) non è sinonimo di sfruttamento. Cordiali saluti.
Lettera firmata

Originale lettera postato su Facebook

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