SANITA”: TORNA A CASA GIOVANE CURATO PER LEUCEMIA A PERUGIA

sangueDopo otto mesi di cure per una leucemia presso il reparto di oncoematologia pediatrica dell”ospedale di Perugia, Diego, un giovane venezuelano, domani tornera” nel suo Paese. Guarito grazie a un trapianto di midollo da donatore non consanguineo, come ha spiegato il professor Maurizio Caniglia, direttore del reparto. I familiari hanno cosi” ringraziato tutto il personale nel corso di una cerimonia al residence Chianelli alla quale ha partecipato anche il direttore generale dell”Azienda ospedaliera Walter Orlandi.

 

””Non tiengo parole””, ha detto la madre del giovane. Parole arrivate – riferisce l”ufficio stampa del Santa Maria della Misericordia – alla presenza dei volontari del residence Chianelli, che ha assistito la famiglia, con la responsabile Gigliola Rossi e i fondatori Franco e Luciana Chianelli, anche loro visibilmente commossi. ””Non si fa mai l”abitudine alle emozioni belle – ha spiegato Franco Chianelli – e ogni paziente che torna a casa guarito e” motivo di orgoglio perche” ribadisce l”eccellenza del nostro personale sanitario, della qualita” delle terapie.

 

La convenzione con il Venezuela e” davvero dietro l”angolo, ma sono ormai due anni che molti pazienti di quel Paese vengo a curarsi nell”ospedale di Perugia. E se siamo stati individuati dalla Fondazione di trapianto del midollo del Venezuela e” anche per l”assistenza che diamo non solo ai pazienti ma alle loro famiglie””. ””Porteremo Perugia nel cuore”” ha annunciato la madre del giovane. ””Torneremo – ha proseguito – perche” in questi mesi abbiamo visto solo l”ospedale e il parco Serenella””. ””Diego torna in Venezuela – ha spiegato il professor Caniglia – perche” la sua malattia e” stata debellata grazie ad un trapianto da donatore non consanguineo. Nel suo caso la donazione di midollo e” arrivata da un americano, grazie a un Centro di ricerca con il quale siamo in stretto collegamento da tanti anni””.

 

Il direttore della struttura complessa di oncoematologia pediatrica ha poi comunicato che un”altra paziente venezuelana, a sette mesi dal trapianto, grazie alla donazione della sorella piu” grande, ””molto presto”” tornera” a casa. ””In situazioni come queste – ha quindi affermato Orlandi – piu” che le parole sono le opere a dare un senso compiuto all”organizzazione della clinica del professor Caniglia e all”accoglienza che il comitato Chianelli riesce a dare a questi pazienti, sradicati dal loro Paese d”origine per curarsi nel nostro Ospedale. Ai medici, al personale sanitario della struttura di oncoematologia va il nostro ringraziamento. A Franco e Luciana Chianelli ed ai volontari del residence – ha concluso Orlandi – il merito di offrire quel calore umano di cui pazienti e familiari necessitano per affrontare lunghi mesi di terapia””.

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