Ponte San Giovanni, Tamburi: “La gente sa cosa si aspetta dal Comune”

da Giampiero Tamburi
…quella di Ponte San Giovanni del 30 Marzo 2015. Molta gente ha partecipato con le idee molto ma molto chiare per quello che si aspetta che l’Amministrazione del nostro Comune faccia. Un Consiglio comunale aperto che mi fa tornare alla memoria la famosa assemblea popolare del 4 Settembre 2013 in Piazza Grimana dove, nella stessa maniera, i cittadini chiedevano a gran voce: sicurezza…sicurezza…sicurezza! Da allora cosa è cambiato? Qualcosa sicuramente si: da un punto di vista economico siamo combinati forse più male di allora; tanto è vero che, insistentemente, si parla di prossima insolvibilità del nostro Comune per far fronte ai propri impegni economici. È un dato di fatto indiscutibile e noi cittadini ci crediamo pienamente a quello che ci dicono ma siamo altrettanto consapevoli che di questa situazione gli unici che hanno la minore colpa, se non nessuna, siamo noi stessi ai quali ci viene chiesto di essere pronti a sopportare sacrifici per cercare di risolvere, nel migliore dei modi, questa disgraziata situazione. Sicuramente saremo pronti ad affrontarli questi sacrifici perché, anche se non appare, questi sacrifici, li stiamo sopportando già da molto tempo! Ma, se da una parte è necessario ciò, dall’altra anche i nostri amministratori non possono affrontare queste situazioni non dando alla cittadinanza la reale possibilità di intervenire in queste faccende con degli strumenti democratici adeguati (Consulta cittadina ecc…) per essere una parte attiva nelle scelte da prendere. Non sono sufficienti questi incontri; Consigli comunali allargati, assemblee varie, incontri del Sindaco con i vari quartieri della città. Le soluzioni non possono essere unilaterali, si concordano insieme e non si offrono dall’alto senza la possibilità di rifiutarle se non convincono che siano adeguate alla bisogna. Se non inizieremo ad adottare questi democratici comportamenti non ci possiamo lamentare se poi, tra Amministrazione e comunità, nascono delle incomprensioni che, sicuramente non vanno a benefico di nessuno, inaspriscono gli animi e sono antiproduttive sotto tutti gli aspetti, sia sociali che politici.

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