“Perugia ricorda Ilaria Abbate”

ILARIA ABBATE
ILARIA ABBATE

Si è svolta questa mattina, 3 giugno, presso Palazzo dei Priori, a Perugia, la conferenza stampa di presentazione di “Perugia ricorda Ilaria Abate” evento di solidarietà, in ricordo di Ilaria, la giovane scomparsa nell’estate 2014 a seguito di una sparatoria a Ponte Valleceppi. La donna perse la vita, dopo un mese di coma. L’ex compagno sparò a lei, al figlioletto, ad un’amica e, subito dopo, si tolse la vita. Il bimbo, che ha compiuto 3 anni, è ancora in condizioni preoccupanti ed è ospite presso un centro di riabilitazione. Il ricavato della giornata sarà devoluto al sostegno del piccolo e, in parte, al reparto di rianimazione dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia“ di Perugia, in cui Ilaria fu curata e assistita durante il periodo di degenza. Grazie alla volontà dell’amica Ilaria Toni, sopravvissuta alla sparatoria, e del fratello Dario Abbate, l’Associazione “A.P.A.S. Onlus” ha deciso di proseguire il suo “Tour per la solidarietà“ a sostegno della campagna di sensibilizzazione #CISONOANCHEIO contro la violenza sulle donne, che ha già ricevuto prestigiosi patrocini da parte delle più alte Istituzioni, facendo una tappa importante a Perugia, con l‘obiettivo di superare pregiudizi che purtroppo, ai tempi odierni, esistono ancora nel nostro Paese nei confronti delle donne e contrastare il dilagare sempre più frequente di violenze familiari, dove il femminicidio è l’atto estremo al quale, sempre più spesso, si arriva in modo del tutto inspiegabile e inaspettato. Domenica 7 giugno, presso lo Stadio Comunale di San Sisto, dalle ore 15 in poi, avrà luogo un quadrangolare di calcio che vedrà scendere in campo due squadre di calcio femminile, la RES ROMA, militante nel campionato di serie A, e la rappresentativa locale del GRIFO Perugia, che si confronteranno con due formazioni maschili, la Nazionale Italiana Cabarettisti (anche loro provenienti da Roma) e una formazione mista Finanzia & Friends Team, capitanata dall‘imprenditore Brunello Cucinelli. A fare da contorno,tra i vari tempi di gioco, coinvolgendo gli ospiti presenti, si terranno dei piccoli momenti di intrattenimento, con piccole performances ed interviste sul campo, per approfondire le delicate tematiche trattate legate alla violenza, cercando di porre attenzione su questo che risulta essere uno dei crimini più assurdi e, purtroppo spesso, sottovalutati: il femminicidio.

Gli interventi

Andrea Romizi: “Quando è accaduto il fatto, l’anno scorso, l’intera comunità ne è rimasta sconvolta. Ricordo Ilaria, ricordo  la grande preoccupazione per il bimbo. Il mio coinvolgimento non è stato a livello politico ma decisamente personale perché l’accaduto ha scosso tutte le nostre coscienze. Al di là della facile retorica, io credo che quando in una comunità capitano dei fatti così drammatici ci sono due possibilità di reagire: la prima è quella di imprecare contro il mondo, diventare più “cattivi”, diffidenti; l’altra è quella di lavorare perché in futuro non accadano più episodi come quello che ha visto coinvolta Ilaria. La cosa più importante, credo, sia sensibilizzare tutti, soprattutto i giovani. Sono grato – continua Romizi portando ad esempio alcune iniziative educative promosse nelle scuole umbre – , ad esempio, alle Forze dell’Ordine che spesso organizzano dei momenti di confronto con i ragazzi nelle scuole, cercando di insegnare loro come si gestisce la rabbia. E’ importante capire che un momento di ira può capitare a tutti, non soltanto, come spesso si crede, “agli altri”. E’ fondamentale, dunque, imparare a gestire le proprie emozioni, la propria rabbia e, soprattutto, avere un grande rispetto per la vita. Sono molto contento che A.P.A.S. onlus abbia voluto organizzare questo evento a Perugia, al quale noi, come Istituzione, abbiamo subito aderito, e sono grato a tutti coloro che interverranno a questo momento di ricordo di Ilaria Abbate. Ci tengo a confermare la nostra vicinanza alla famiglia di Ilaria – conclude il Sindaco – e credo che queste iniziative siano necessarie e notevoli per tenere vivo il suo ricordo e per dimostrare vicinanza anche al bambino coinvolto”.

Diana Stefani (Presidente A.P.A.S.): “Ringrazio innanzitutto il Sindaco che ha subito risposto alla nostra iniziativa. Questo evento fa parte della campagna  #CISONOANCHEIO – UN CALCIO ALLA VIOLENZA E AL FEMMINICIDIO – “TOUR PER LA SOLIDARIETÀ“ importante per aiutare tante donne e bambini e che, lungo il nostro percorso, ha portato molte associazioni a muoversi con noi e ad unirsi al nostro volontariato. Dalla Giornata Nazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo iniziato a promuovere una serie di messaggi con un tour di solidarietà fino a giungere, con “Perugia ricorda Ilaria Abbate”, in Umbria che, purtroppo, registra il tasso più alto di violenza e femminicidi in base alla popolazione. Per questo, l’importanza della nostra tappa qui. Grazie a Serena Saitta, che collabora con noi,ho conosciuto più da vicino la storia di Ilaria ed ho incontrato i suoi familiari ed amici, nonché Ilaria Toni, l’amica sopravvissuta. Dopo di ciò ho pensato fosse giusto fare qualcosa, cercare di rendere Ilaria un simbolo di questo che io definisco un “male terribile”. E’ un male che va affrontato e di cui occorre parlare sempre, soprattutto con i giovani, nelle scuole, con i bambini piccoli. Questi ultimi devono arrivare a capire, come asseriva il Sindaco, che un gesto di rabbia può portare ad un atto estremo e capirne le conseguenze. In questo caso abbiamo un bambino, il figlio di Ilaria, al quale è stato sparato alla testa, che è ora nelle mani di Dio rendiamoci conto della gravità della situazione. Manifestazioni di questo genere sono importanti. Servono a toccare le anime e a sensibilizzare le persone sul cercare di intervenire all’origine dei problemi. Questo è un po’ il nostro scopo”.

Serena Saitta si è soffermata sull’importanza di aiutare il bambino coinvolto in questa tragedia e di mantenere alta l’attenzione su “questi fatti di cui si sente parlare e che non si immagina mai possano accadere a casa propria e quando ciò, invece, succede  ci si sente più toccati”. La testimonial A.P.A.S. ha poi ringraziato tutti coloro che parteciperanno domenica e che scenderanno in campo per la solidarietà, soprattutto Ilaria Toni che non è solo madrina dell’evento, ma una delle persone che più si sta spendendo per  l’organizzazione dell’evento.

Mauro Casciari ha sottolineato la frequenza con cui, purtroppo, questi fatti accadono e che in maggioranza sono “per mano dell’uomo sulla donna” perché la concezione che la società ha di questi due ruoli non è paritaria tra uomo e donna. Mentalità che senz’altro andrebbe cambiata tanto quanto andrebbero fermati questi “momenti di follia. Pur non conoscendo Ilaria di persona, non ho avuto il minimo tentennamento nell’accettare di partecipare a questa giornata in suo ricordo e sono qui con grande convinzione. E’ importante continuare a parlarne. Occorre insegnare ai ragazzi quanto questi attimi di poca lucidità siano pericolosi per tutti e di come riuscire a gestire la rabbia, senza sottovalutare la questione del porto d’armi. Bene che si parli di tutto ciò e ben che se ne parli con chi sta crescendo. Se si cambia la mentalità probabilmente in futuro queste tragedie diminuiranno”:

Lamberto Roscini, il rappresentante della AFD Grifo Perugia, ha lanciato un appello: “Noi operatori dobbiamo farci aiutare dalle famiglie perché il problema va sempre snocciolato all’interno del nucleo familiare”. L’invito è rivolto, dunque, per le famiglie, per far si che le ragazze si dilettino in campo sportivo tanto quanto i  ragazzi e  per riuscire a farli crescere insieme, anche sportivamente, appunto, in modo che si confrontino alla pari, senza pregiudizi di alcun tipo.

Dario Abbate, visibilmente commosso, ha sottolineato l’importanza di salvaguardare la vita di queste donne vittime di silenzi e violenze, soprattutto giovani donne, come sua sorella, che vedono scivolar via la propria esistenza in un attimo. “Sarà un evento bellissimo – asserisce Abbate – perché andremo a ricordare mia sorella e perché proveremo a far comprendere alle persone che alcune azioni andrebbero evitate, che la vita è una soltanto, occorre sfruttarla al massimo, cercare di divertirsi ma farlo sempre responsabilmente”.

Riccardo Proietti, da ex calciatore professionista, ha raccontato del suo incontro conDario Abbate e con Serena Saitta e della decisione, insieme alla moglie, la Presidente Stefani, di aderire al progetto per Ilaria, sentendosi a loro molto vicini per empatia e considerando la quantità di eventi che, con A.P.A.S. svolgono a favore della lotta contro la violenza sulle donne, maggiormente nella zona di Roma. E’ loro convinzione che coinvolgere le società sportive,  di calcio in questo caso, possa aiutare, tramite lo sport, ad unire uomo e donna e ad abbattere le barriere (differenze).

Hanno poi concluso: Mario Benedetti, tecnico di protezione dell’Associazione Margot, che ha spiegato l’importanza del dialogo sempre e comunque tra le parti e confermato l’impegno dell’associazione ad appoggiare e partecipare a questa grande iniziativa in ricordo di Ilaria e a sostegno del piccolo Cristian. Marina e Jasmine Benvegnù del C.S.D:U. con un momento di ricordo personale su Ilaria e la loro vicinanza alle vittime della violenza di genere.

 

Il messaggio di “Perugia ricorda Ilaria“ – attraverso il ricordo di Ilaria Abbate, A.P.A.S. intende soprattutto lanciare un messaggio importante alle nuove generazioni e, infatti, per l’occasione, i primi spettatori coinvolti, saranno proprio gli alunni e gli studenti delle scuole di Perugia. E’ necessario contrastare questa piaga che si è abbattuta sulla nostra società con campagne mediatiche forti, facendo in modo che certi reati siano fermati prima che accada l’irreparabile… E’ importante non dimenticare mai che, per contrastare la violenza e il femminicidio, è necessario avere strumenti efficaci di prevenzione, per fare in modo che le donne siano aiutate, prima che diventino irrecuperabilmente vittime. Senza dimenticare, poi, che a farne le spese sono, direttamente o di riflesso, i bambini innocenti. E’ fondamentale che i giovani riescano a comprendere quanto siano importanti certi valori e, per una più pacifica convivenza all’insegna del rispetto nei confronti delle donne e dei soggetti più deboli, occorre portarli a riflettere sulle conseguenze drammatiche che certe azioni possono generare.

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