Perugia, questione mense scolastiche e Anac, replicano genitori

Polemica mense a Perugia, Comune ha gran poco da ringraziare, sbatte la porta in faccia ai genitori
mensa

Dopo essersi fatti garanti della nostra partecipazione, delle nostre istanze e della qualità del cibo: – inviano l’avviso di bando per la pubblicazione comunitaria il 17 luglio, e cioè 3 giorni prima del parere ANAC che è tuttora sconosciuto anche al Garante dell’Infanzia, oltre che ai genitori tutti; – pubblicano in tempo reale, senza soluzione di continuità col parere ANAC, tutta la disciplina di gara scritta da mesi senza la benché minima partecipazione da parte dei genitori che vengono lasciati fuori e che non sono stati invitati ad esprimere alcunché; – liquidano in nemmeno 3 righe la qualità delle derrate alimentari, di cui Sindaco, Assessore e dirigenti si erano fatti garanti assoluti; – cambiano, in peggio ovviamente, le caratteristiche merceologiche delle derrate alimentari in quanto da una prima lettura volante dell’allegato dedicato, risulta che:

1) non vengono più richiamati i REQUISITI GENERALI delle derrate, tra i quali prima vi era anche la clausola (vincolante anche per i genitori) per cui “Le derrate richieste per la preparazione dei pasti, dovranno provenire interamente (cioè tutta la catena produttiva) da allevamenti e/o coltivazioni nazionali”; una tale clausola non compare più e la carne bovina può essere nata fuori Italia, mentre la carne suina e di pollo potrà anche essere nata, allevata e paradossalmente macellata FUORI ITALIA, alla faccia del km zero; QUINDI NESSUN LIMITE GENERALE DI PROVENIENZA;

2) sostituiscono il Parmigiano reggiano DOP – grattugiato o in pezzi – stagionatura minima 24 mesi, con quello stagionato 12 mesi;

3) viene introdotto l’emmenthal bavarese prima non menzionato tra i formaggi (si vede che alle ditte conviene perché costa meno, così possono risparmiare e incrementare il loro margine);

4) frutta e verdure di provenienza comunitaria, non sono precisati gli ortaggi freschi ma solo di stagione (quindi via libera ai surgelati) sempre di produzione anche comunitaria; – demandano alla ditta il potere di indicare i criteri di selezione dei fornitori nel solito manuale di autocontrollo – questo sconosciuto -; – tolgono i cuochi dal polo di Via P. da Palestrina, nonostante Sindaco, Assessore e dirigenti avessero, anche all’ultima riunione col Sindaco, garantito che i cuochi esistenti non sarebbero stati spostati (quindi prepariamoci alla chiusura delle cucine a breve); – autosmentiscono il millantato risparmio in punto di derrate, in quanto per l’approvvigionamento l’offerta posta a base di gara è di 1,64 (pranzo) + 0,33 (merenda mattutina) = 1,97 + IVA, quindi più di quanto abbiano mai speso i genitori per l’approvvigionamento, dal momento che ai genitori venivano date massimo 2 euro al giorno, IVA inclusa (peraltro in misura pari all’aliquota delle ditte, non come falsamente e faziosamente affermato da qualche soggetto), dal quale si ricavava anche il risparmio da reinvestire. Risparmio che in molte scuole è stato anche superiore a 10.000,00; – hanno inserito un sistema di controlli destinato a rimanere lettera morta, in quanto del tutto inadeguati ed inefficaci. Si tratta infatti di controlli che sono meramente facoltativi, che potranno essere effettuati solo dal Comune e non liberamente dai genitori, i quali non avranno accesso libero alla sala di refezione e non avranno quindi la possibilità di fare controlli di propria iniziativa, perché dovranno attendere che si attivi il Comune per mandare qualcuno…con i tempi del Comune… – CANCELLATA OGNI FORMA DI CONTRIBUTO ALLE ATTIVITA’; – per la preparazione dei pasti agli indigenti ed ai cittadini ultrasessantacinquenni il gestore potrà utilizzare un proprio centro preparazione pasti, ma si tratta di un eventuale utilizzo; – non è dato rintracciare la distinzione tra l’approvvigionamento per i bambini e quello per indigenti e cittadini ultrasessantacinquenni, quindi si presume che la qualità sarà la medesima sia per bambini che per altri soggetti, senza distinzione. E tutto questo ad una prima e veloce lettura della disciplina di gara.

Chissà che altro risulterà leggendo attentamente. Ecco come ci hanno garantito Sindaco, Assessore e Uffici. Parliamoci chiaramente, l’appalto è stato scritto con qualcuno, ma non con certo i genitori i cui interessi contano meno (e fanno meno presa) di quelli di altri. A cosa servirebbero le Commissioni consiliari se poi la Giunta scavalca tutto e tutti? A cosa servirà la prossima seduta del 3 agosto (alla quale, peraltro, non siamo nemmeno ancora stati invitati a parlare)? Sarebbe questo un esempio di partecipazione, di tutela e di correttezza degli Uffici Comunali nei nostri confronti a salvaguardia della qualità del cibo per i bambini? Quanto al parere dell’ANAC, desta perplessità il fatto che i dirigenti ne siano già stati informati, mentre i genitori ed il Garante no. Prima di commentarlo, bisognerà leggerlo per intero e verificare che l’ANAC abbia risposto a tutti i quesiti posti dai genitori. Ad oggi sconosciuto il quesito posto dal Comune, nonostante numerose richieste in tal senso anche da parte dei consiglieri di opposizione. I genitori, fermo il ricorso al TAR, da settembre intraprenderanno le seguenti iniziative: ritiro dei figli dalle scuole, chi rimarrà non li manderà a pranzo a scuola e comunque sciopero delle rette.

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