PERUGIA, QUESTIONARIO AL LICEO MARIOTTI: POSIZIONE DI CGIL E FLC CGIL UMBRIA

Questionario Religione
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Questionario Religione

(umbriajournal.com) PERUGIA – Forti perplessità e decisa contrarietà: sono queste le sensazioni che Cgil e Flc Cgil dell’Umbria si sentono di esprimere riguardo al contestato e ormai celebre “questionario” somministrato al Liceo Mariotti. Non sappiamo in dettaglio, nonostante le dichiarazioni rese dal docente interessato, quale percorso didattico e quale progetto educativo sottendesse l’episodio e con quali finalità.

Di certo c’è che il questionario mette insieme in una ipotetica graduatoria di “colpe”, terroristi, omicidi, infanticidi, rapitori, etc., con non credenti, conviventi, omosessuali, divorziati, etc. e la cosa va ben al di là del richiamo (opportuno, ma non esaustivo) all’omosessualità. Chiedere una gradazione di gravità tra cose che sicuramente sono “colpe” (è possibile peraltro ipotizzarne una graduatoria?) e cose che certamente colpe non sono (alcune addirittura considerate legittime da leggi dello Stato) ci appare una operazione quantomeno rischiosa ed equivoca.

Ovviamente molto dipende da come le cose vengono presentate e da come vengono gestite e finalizzate. Ma, a nostro parere, poco importa se il questionario poteva avere uno scopo diverso e cioè portare a discutere di determinati argomenti: quello che chiede e lascia comunque intendere è che scelte di vita perfettamente legittime possano, in qualche misura, essere interpretate come colpe. Quale era l’obiettivo della lezione? Mettere a confronto il cambiamento di costumi tra un passato lontano ed il presente? Bene, ma per favore con altri metodi. Il metodo e l’approccio, su temi certamente delicati, sono importanti e forieri dell’obiettivo. Mai come in un caso del genere il metodo diventa sostanza.

Siamo sicuri che gli studenti con le loro capacità abbiano sicuramente dato una letture critica del questionario consegnato, ma se la cosa ha lasciato le mura della scuola vuol dire che qualcuno dei destinatari la ha vissuta come un atto improprio e quindi senza dubbio ha fatto difetto quantomeno la chiarezza di intenti. Ovviamente diamo per scontato che il docente non sia latore degli assunti del questionario, altrimenti, dopo le recenti prese di posizione di Papa Francesco, dovremmo concludere che siamo di fronte ad un cattolico che non accetta il magistero del Papa.

Ci sentiamo però di chiedere al dirigente del Mariotti un atto di chiarezza e di riparazione; chiarisca, dopo gli opportuni accertamenti, le finalità di un atto così controverso e pericoloso, e speriamo che tali finalità siano robuste e incontrovertibili. Altrimenti saremmo di fronte ad un episodio di tale gravità da lasciare sbigottiti e non sarebbe evitabile esprimere una netta e decisa censura.

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