PERUGIA, LE MAGLIE DEL PERUGIA CALCIO DONATE AL COMUNE

Perugia Calcio
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(umbriajournal.com) Perugia -Una partita di calcio importante in Italia o all’estero? Invece di una anonima maglietta, cosa c’è di meglio che indossare i colori della propria città, la maglia del Perugia calcio?  Da oggi potrebbe pensarci il Comune, al quale il Perugia Calcio ha donato un completo delle divise sociali perché associazioni sportive, culturali, e sociali no profit si sentano supportate, si consolidi il legame con la squadra della città per eccellenza, quel legame forte di appartenenza che i perugini hanno già vissuto anche nel periodo dei grifoni in serie A.  Questa, in sintesi, l’iniziativa presentata stamattina in Sala della Vaccara dall’assessore allo Sport Ilio Liberati e da Mauro Lucarini, direttore generale del Perugia calcio.  “A Perugia dobbiamo promuovere e sostenere tutto quello che sta facendo l’associazionismo sociale”, ha detto l’assessore Liberati ripercorrendo i passi che hanno portato a questo accordo. Numerose, infatti, le domande che vengono dal mondo dell’associazionismo, soprattutto quello sociale e no profit.

 

 

“L’Amministrazione comunale vuole stringere i rapporti con il Perugia calcio ma anche con tutto quel mondo che si trova tutti i giorni a stretto contatto con le persone in difficoltà, siano essi disabili o parenti dei bambini ricoverati in oncologia pediatrica, e l’iniziativa di oggi rappresenta lo strumento per valorizzare queste relazioni”.  Presenti questa mattina, oltre all’assessore Liberati e al direttore Lucarini (che ha garantito l’adesione al progetto al 100%, non solo con le maglie ma anche con altre iniziative), il presidente di Avanti tutta!!!, Leonardo Cenci (sua la proposta all’assessore Liberati di poter indossare le maglie del Perugia in occasione dell’iniziativa “Dai un calcio al cancro”, sabato prossimo a San Sisto); il presidente dell’Avis, Fabrizio Rasimelli (determinato per il raggiungimento dell’obiettivo di 6.000 donazioni di sangue da parte di cittadini perugini entro il 2013); e Michela Lupi della coop. sociale Borgo Rete (coordinatrice ed animatrice del progetto europeo Educo, che – quale corso di formazione – coinvolge educatori ed istruttori dei settori giovanili di società sportive provinciali, e che poi, come buona pratica replicabile, è stato attuato anche ad Arezzo e Siena).

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