Perugia: La Protezione Civile ed il volontariato rischiano il collasso economico, così Lignani Marchesani

Tappeto di fiori del logo(umbriajournal.com) PERUGIA – Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, che – in materia di sicurezza – assimila i volontari della Protezione Civile ai lavoratori dipendenti, è stato reso ormai vincolante nella sua attuazione dal Decreto del Capo Dipartimento della Protezione Civile del 12.01.2012. Di fatto, ciò significa un pesante investimento economico in termini di formazione del responsabile, visite mediche dei volontari ed acquisto dei dispositivi di protezione individuale da parte delle singole associazioni. Un costo medio, a gruppo, che ruota intorno ai diecimila euro, cifra che è francamente insostenibile per un mondo di volontari: di conseguenza, non si può prescindere da un intervento pubblico, mirato e razionale in tempi di contrazione della spesa. Quanto sia utile – per non dire indispensabile – il ruolo dei gruppi di Protezione Civile nelle varie emergenze regionali ed extra regionali è sotto gli occhi di tutti; è superfluo, in questa sede, elencare i grandi meriti che negli ultimi anni hanno avuto questi centri di aggregazione comunitaria. È necessario, pertanto, prevedere una estensione dei ruoli della Protezione Civile per giustificare gli investimenti dei singoli e stanziare contributi pubblici per mantenere in efficienza un patrimonio regionale.

A cominciare dalla ormai prossima stagione degli incendi boschivi, in cui la Protezione civile non può giocare un mero ruolo di “avvistamento”, ma deve poter coadiuvare i dipendenti addetti allo scopo dell’Agenzia Forestale regionale, che attualmente sono organizzati in tre comparti, a loro volta suddivisi in quattro squadre di quattro unità ciascuna. Di fatto, al momento solo quarantotto persone in tutta l’Umbria ovviamente al di fuori dei Vigili del Fuoco, sono realmente attive nel campo dell’antincendio. Ad oggi la Giunta regionale continua, in maniera immotivata, ad opporsi ad un coinvolgimento diretto della Protezione Civile nell’antincendio, come dimostra il progressivo taglio dei contributi in materia. È invece necessario voltare pagina per ottenere contemporaneamente due risultati strategici: mantenere in efficienza i gruppi chiamati agli onerosi adempimenti prima ricordati e rompere con una politica clientelare di possibili assunzioni future, cosa che la macchina regionale non può più permettersi.

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