Perugia, incontro su “I profili internazionali del diritto di asilo”

Nel quadro delle iniziative per la “Giornata Mondiale del Rifugiato”, celebratasi lo scorso 20 giugno, si è tenuto questa mattina in Prefettura un incontro con le rappresentanze istituzionali del territorio sul tema: “I profili internazionali del diritto di asilo. Le Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale.”.
All’evento, organizzato dal Prefetto di Perugia, dott.ssa Antonella De Miro in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno e l’UNHCR, hanno preso parte in qualità di relatori il Prefetto Angelo Trovato, Presidente della Commissione nazionale per il Diritto d’asilo, il Prof. Antonello Ciervo, docente a contratto di Diritto Costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia e la dott.ssa Helena Behr, Senior Protection Associate dell’UNHCR di Roma.

Il Prefetto Angelo Trovato ha illustrato il sistema italiano d’asilo, e, partendo dalle origini storiche dell’asilo risalenti al diritto romano, si è soffermato, in particolare sui profili costituzionali dell’istituto, rinvenibili nell’articolo 10, comma III della nostra Carta Fondamentale e su quelli internazionalistici, in primis sull’art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948.

“L’asilo – ha affermato il Prefetto – nel nostro ordinamento ha consistenza di diritto soggettivo perfetto ed è afferente alla persona in quanto tale, che ha diritto di accedere nel paese non per essere accolta a prescindere ma per esperire le procedure finalizzate all’eventuale riconoscimento della protezione ove sussistano i requisiti per la sua concessione”.
Il Prefetto Trovato ha infine sottolineato che, con il Trattato di Amsterdam del 1999, la competenza in materia di asilo è stata trasferita alla Comunità Europea la quale ha adottato numerose direttive, che devono poi essere recepite dagli Stati membri.

Il prof. Antonello Ciervo, ricollegandosi a quanto detto dal precedente relatore, ha trattato il tema del recepimento delle direttive 32 e 33/2013 in materia di asilo nell’ordinamento italiano, esaminando, in particolare, le novità normative contenute nello schema di decreto legislativo di recepimento, attualmente all’esame del Parlamento.
Tra le diverse innovazioni, ha segnalato la possibilità per i richiedenti asilo, nelle more della decisione sulla domanda, di svolgere attività lavorativa. E’ inoltre prevista l’eventualità che il richiedente, in casi specifici, possa essere trattenuto nei centri di accoglienza fino ad un anno.
L’articolo 24 dello schema di decreto legislativo formalizza poi alcuni passaggi procedurali, prima lasciati alla prassi applicativa, stabilendo che le audizioni dei richiedenti asilo vengano, oltre che verbalizzate anche registrate e fissando un termine, nei casi ordinari di 6 mesi per la conclusione della procedura di asilo, che sale a 9 mesi per le fattispecie più complesse e a 12 in casi eccezionali.

“La nuova disciplina, – ha concluso il prof. Ciervo – dovrà essere attuata senza variazioni di spesa”.
La dott.ssa Helena Behr, Senior Protection Associate dell’UNHCR di Roma, ha illustrato la rilevanza e l’attualità della Convenzione di Ginevra del 1951.
Preliminarmente, ha tracciato un quadro di sintesi, fornendo i dati su scala globale relativi alle migrazioni forzate. Secondo il rapporto Global Trends, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2015, ammontano a 60 milioni coloro che sono stati costretti in tutto il mondo a fuggire dalle proprie case, erano 51 milioni nel 2013 e 37 milioni 10 anni fa. Il dato attuale rappresenta il più elevato valore dalla Seconda Guerra Mondiale.

Tale fenomeno ha avuto una cospicua accelerazione a partire dal 2011 a causa della guerra in Siria e dei numerosi altri conflitti verificatisi nel mondo.
La Convenzione di Ginevra del 1951 ed il suo Protocollo, ha spiegato la dott.ssa Bher, sono al centro del sistema di protezione internazionale, costituiscono l’istituzionalizzazione del diritto di asilo, nonché lo strumento che ha permesso la protezione di milioni di rifugiati.
La Convenzione, nata dall’esperienza terribile della Seconda Guerra Mondiale, ha rappresentato uno strumento che si è adattato ai significativi cambiamenti verificatisi negli ultimi decenni, concernenti sia i mutamenti nella natura degli spostamenti forzati di persone sia il più generale ambito dei diritti umani.
La Convenzione di Ginevra contempla, tra l’altro, una definizione universalmente riconosciuta dello status di rifugiato, dei diritti minimi di quest’ultimo, il divieto di refoulement e integra uno strumento di solidarietà internazionale, in quanto obbliga la comunità globale a fornire protezione.

Il Prefetto di Perugia, Antonella De Miro, dopo aver salutato e ringraziato i rappresentanti delle Istituzioni locali, delle Forze di polizia, dell’Università, dell’UNHCR, del consiglio territoriale per l’immigrazione , del terzo settore, i relatori e tutti i presenti, ha ricordato i primi sbarchi in massa di migranti in Sicilia (soprattutto a Lampedusa), ormai risalenti alla metà degli anni ’90 del secolo scorso.
“Oggi, – ha detto il Prefetto – siamo colpiti dall’enormità dell’attuale migrazione che pressa sull’Italia e sul continente europeo , che non è soltanto migrazione economica, ma è la fuga da paesi in guerra o sconvolti da conflitti, basti pensare alle guerre nel centro Africa, alla destabilizzazione di ordinamenti statuali ed all’avanzata dell’Isis come in Libia, come in Siria”.
“L’odierno incontro vuole essere un contributo di conoscenza e di dialogo, un tassello importante per continuare ad affrontare in modo consapevole e coordinato, tra le varie istituzioni, la gestione dell’accoglienza del profugo, non solo per i profili più specificatamente giuridici e sociali, ma anche per garantire procedure di riconoscimento del diritto di asilo snelle, semplificate e tempestive”.

Nel rimarcare che in Umbria l’organizzazione dell’accoglienza è frutto di una forte ed efficace sinergia tra Istituzioni, Prefetture di Perugia e di Terni, Regione, ANCI, Comuni, ASL e terzo Settore, riferisce che i cittadini extracomunitari giunti a seguito dei recenti sbarchi sono 908.
Infine, il Prefetto ha reso noti i dati relativi all’attività della neo istituita Sezione di Perugia della Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Firenze, che ha iniziato ad operare il 18 marzo 2015, per i quali si rinvia all’allegato discorso.

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