“No al melanoma” e lotta ai tumori, tornano in azione per sensibilizzare la popolazione

L’associazione Umbra “NO AL MELANOMA” ONLUS e la Lega Italiana per la lotta ai Tumori (LILT), comitato Regione Umbria ,tornano a richiamare l’attenzione della cittadinanza di Perugia e dell’Umbria sul ruolo essenziale che riveste la prevenzione nell’ambito dell’oncologia dermatologica e, in primis, del melanoma. Il melanoma è il più aggressivo dei tumori della pelle, origina dai melanociti della cute e delle mucose,cellule responsabili della produzione del pigmento melanina; il melanoma può insorgere in tutti i distretti corporei in cui sono normalmente presenti i melanociti, quindi ovviamente la cute, ma anche le mucose, le meningi e l’occhio. Appare come una “macchia” spesso asimmetrica, con bordi irregolari, di colorito variabile, generalmente molto scuro o nero, poco uniforme, di grandezza diversa e tendente all’accrescimento.

Crescendo il tumore, le sue cellule possono distaccarsi da esso ed entrare nella circolazione della linfa o del sangue colpendo così i linfonodi o gli organi interni, formando quindi delle metastasi. Il rischio che questo si verifichi è tanto maggiore quanto più spesso è il melanoma e, quindi, quanto più tardivamente esso è stato scoperto. Il melanoma colpisce prevalentemente soggetti di età compresa tra 30 e 60 anni, di entrambi i sessi, ed è decine di volte più frequente nei soggetti caucasici rispetto alle altre etnie. Purtroppo anche i bambini possono essere colpiti dalla malattia: il melanoma pediatrico, sebbene raro in assoluto, rappresenta circa il 2% di tutti i melanomi e una frazione comunque apprezzabile(1-3%) di tutte le malignità pediatriche con un’incidenza in aumento del 2,9% ogni anno.

L’incidenza del melanoma è in costante crescita; nell’arco di un decennio è raddoppiata, tanto che oggi, in Italia, è il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni, con 10.500 nuovi casi stimati nel 2013. La stima dei tassi di incidenza italiani, seppure approssimativa, indica che la possibilità di ammalarsi di melanoma varia da 6 casi per 100mila abitanti al Sud a 19 casi per 100mila nelle regioni del Nord; inoltre il melanoma è decine di volte più frequente nei soggetti di ceppo europeo (caucasici) rispetto alle altre etnie. Le popolazioni del Nord Italia sono forse a maggior rischio per la carnagione chiara e per una diversa abitudine della pelle all’esposizione solare.

Nella nostra regione, approssimativamente, possiamo stimare un’incidenza annua di almeno 140 nuovi casi di melanoma; in realtà la presenza di centri di elevata specializzazione, interagenti in una rete oncologica regionale, fa si che esista una buona attrattività di malati che dalle provincie limitofe vengono a curarsi da noi.

Per fortuna però, nel nostro come in altri paesi occidentali, all’impressionante aumento di incidenza del melanoma non ha corrisposto un altrettanto elevato aumento della mortalità; merito soprattutto della diagnosi precoce che una maggiore sensibilizzazione della popolazione (oltre che dei professionisti della sanità) ha comportato. I più recenti dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità rivelano infatti che, negli ultimi 20 anni, è aumentato notevolmente il numero dei melanomi asportati in fase precoce, tanto più in quelle aree geografiche in cui si sono svolte campagne di prevenzione. Infatti, se quando si toglie un melanoma, questo è ancora limitato agli strati superficiali della pelle, la prognosi è buona.

Individuare il melanoma quanto più precocemente possibile rappresenta quindi la principale arma per tentare di ridurne la mortalità. Probabilmente anche grazie alle campagne di educazione sanitaria oggi in Italia la quota di melanomi scoperti in tempo per guarire il paziente è arrivata al 60-70%, con un netto miglioramento della sopravvivenza: in Italia negli anni ’60 solo la metà dei malati di melanoma era ancora in vita 5 anni dopo la diagnosi, oggi lo è più dell’80% , merito della diagnosi precoce che si ottiene solo grazie all’abitudine del paziente ad un auto-esame della cute ed alla valutazione da parte di un dermatologo esperto.

Un altro rilevante aspetto da considerare è quello socio-sanitario: l’aumentata incidenza di melanoma, e l’impiego di terapie sempre più evolute, ha causato un consistente aumento dei costi per la sanità pubblica, costi che potrebbero essere abbattuti se riuscissimo ad eseguire sempre più trattamenti in fase iniziale, rispetto alle costose cure per il trattamento dei pazienti con malattia avanzata.

Per tutti i motivi sopra esposti l’Associazione Umbra “No al melanoma”-ONLUS, in sinergia con la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori-LILT, organizza per il terzo anno consecutivo una campagna di prevenzione e di informazione per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione nell’ambito dell’oncologia dermatologica e, specificamente, del melanoma. L’iniziativa avrà luogo dal 4 al 9 maggio 2015 presso gli ambulatori della LILT, in Via Romeo Gallenga n 4 a Perugia, dove 30 dermatologi, impegnati a titolo volontario nella campagna di prevenzione, eseguiranno visite specialistiche gratuite alla popolazione dalle ore 9 alle 18, cui si affiancherà la distribuzione di materiale informativo e un questionario anonimo per verificare ed indagare le abitudini e gli errori più frequenti degli umbri durante l’esposizione al sole. Le persone interessate potranno prenotarsi telefonicamente dal 27 aprile al numero 328-2662211, dalle ore 9 alle ore 12.

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