Né doccia gelata né ostentazione di bonifico, meno esibizioni più donazioni

da Andrea Lignani Marchesani
Premetto che faccio salva la buona fede della collega Monacelli, che stimo, e di tante altre persone per bene che si sono prestate ad impegnarsi direttamente nella catena di solidarietà anti SLA. Ma evidentemente il mio destino è sempre quello di andare controcorrente e di rifiutare a priori qualsivoglia esibizionismo.

Non raccolgo quindi la nomination, non mi getterò un secchio di acqua gelata addosso né mostrerò ricevute di bonifico. Sicuramente perché ben pochi sarebbero interessati alla mia persona ma anche perché ho trovato incoerente e stucchevole le rappresentazioni teatrali di molti vip o presunti tali in primis il premier Renzi ed il Ministro Giannini.

Decantano sobrietà ed usano qualsiasi mezzo per mettersi in mostra e soprattutto mantengono come Governo sempre al primo posto la clausola di salvaguardia che abbatte le aliquote di detrazioni per le erogazioni liberali, ivi comprese quelle destinate alla ricerca e alla solidarietà, nel caso assai probabile i conti economici dello Stato non tornassero.

La solidarietà si fa e non si mostra, me ne frego delle critiche dei benpensanti e dei politicamente corretti. In questo caso seguo l’esempio di Papa Francesco che prima di me, da un Pulpito infinitamente più alto e con parole ben più nobili delle mie, ha espresso il medesimo concetto.

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