Ludopatia, sale scommesse come sale da gioco, stessi limiti e distanze da luoghi sensibili

PROPOSTA DI MODIFICA DI LEGGE PRESENTATA IN COMMISSIONE DA CASCIARI (PD)

Ludopatia, sale scommesse come sale da gioco, stessi limiti e distanze da luoghi sensibili  PERUGIA – “Fornire alle amministrazioni locali ulteriori strumenti per fronteggiare con tempestività e certezza i rischi provenienti dal proliferare anche sul territorio regionale di luoghi dediti ad attività riconducibili al gioco d’azzardo, mirando a introdurre l’equiparazione tra le sale da gioco e le sale scommesse, sottoponendo anche queste ultime ai limiti previsti relativamente alla distanza da punti sensibili come scuole, centri di aggregazione giovanili e luoghi di culto”: così Carla Casciari (Pd) ha illustrato oggi in Terza commissione la sua proposta di legge di modifica della legge regionale “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”.

La proposta di modifica prevede analogamente il coinvolgimento dei gestori delle sale scommesse nei percorsi di formazione obbligatoria per le sale da gioco e introduce la diffusione di materiale informativo sul rischio del gioco patologico anche nelle sale scommesse.

“Raccogliendo le preoccupazioni dei rappresentanti della società civile e delle associazioni del territorio, in particolar modo del perugino e degli enti locali – ha spiegato Casciari – ho ritenuto necessario armonizzare il testo normativo regionale alla luce della più recente giurisprudenza in materia. In particolare, la sentenza del Consiglio di Stato numero 5327 del 16 dicembre 2016 ha parificato l’attività di gestione delle scommesse lecite a quella svolta nelle sale da gioco.

In base a tale sentenza le attività delle sale scommesse e quelle delle sale gioco sono da considerarsi paritetiche dato che entrambe le attività possono essere fonti di rischi di diffusione della ludopatia, riconfermando che ai fini della tutela della salute le legislazioni regionali in materia possono assogettare e regolamentare le distanze minime dai luoghi sensibili, condizione indispensabile per l’autorizzazione e l’apertura anche delle sale scommesse”.

Casciari ha anche ricordato a quanto ammonta la raccolta lorda da gioco d’azzardo, un dato che in Umbria vale 1 miliardo e 29 milioni di euro l’anno, secondo quanto riportato dagli ultimi dati (2015) forniti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

“E’ un dato allarmante – ha sottolineato Casciari – che deve richiamare l’attenzione sul tema da parte di livelli istituzionali. In questo quadro auspico un protagonismo da parte dei Comuni nel raccogliere i segnali di pericolo provenienti dal tessuto sociale rispetto al diffondersi del disagio connesso al gioco, e spero che grazie alle modifiche introdotte dalla mia proposta di legge le amministrazioni possano agire con tempestività nel regolamentare questo delicato settore nell’interesse della collettività e per garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico, e per ridurre il rischio di dipendenza dal gioco delle fasce più fragili della popolazione come giovani e anziani”.

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