L’infanzia violata: abuso, vittime e carnefici

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Maltrattamenti minori

L’infanzia violata: abuso, vittime e carnefici
da Eleonora Favaroni insegnante e attivista sociale Perugia
Secondo un rapporto UNICEF ogni 5 minuti nel mondo un bambino muore a causa di abuso. Spesso si tratta di bambini sotto i due anni di età.

In italia  ogni giorno due bambini sono vittime di abusi e maltrattamenti e il 70% di questi abusi si consumano all’interno delle mura domestiche. L’età compresa è tra 0 e 14 anni. La maggior parte dei carnefici abusanti sono genitori originari o parenti prossimi.

Proprio oggi l ’ennesimo caso di cronaca mondiale: in India una bambina stuprata e lasciata sui binari di una ferrovia.

In Italia e solo in Umbria si sono registrati in questi ultimi tempi più di 100 casi di violenza e abuso su minori

Che  di solito passano sotto le parole di circostanza e i silenzi della gente e  delle cronache dei media e tv. La stragrande maggioranza delle violenze domestiche  non vengono denunciate o anzi manipolate e costrette al segreto e dato ancora più sconcertante : spesso il triangolo infernale dell’abuso  coinvolge anche personaggi esterni ma legati alla famiglia abusante come  medici , pediatri, insegnanti.

Ricordiamo che  secondo il V Congresso internazionale sull’infanzia tenuto a Montreal 1984,è definito  abuso  “ogni atto omissivo o autoritario che mette in pericolo o danneggia la salute e lo sviluppo emotivo del bambino”. Secondo  studi e ricerche specialistiche recenti per abuso e maltrattamento, si intendono non solo le violenze sessuali o fisiche ma anche tutte le forme devianti dell’abuso: perversione, pedofilia ,sadismo, violenza psicologica e morale ; dinamiche che causano veri danni esistenziali, traumi irreversibili , forme che lasciano segni indelebili nell’identità e nella personalità in sviluppo di un minore. “ Il mondo affettivo di un bambino leso è già frutto di una selezione in cui è stato eliminato l’essenziale: l’anima . Laddove i sentimenti e le emozioni di rabbia, dolore, paura, angoscia e impotenza vengono soffocati e repressi nel silenzio e nella violenza il vero Sé rimane intrappolato in una prigione interiore che sfocerà in quadri di grave disperazione . La morte psichica”. (Alice Miller, psicoanalista  Zurigo 1990)

Il 90% dei casi sono abusi da parte dei familiari: padre o madre o entrambi. In generale si tratta già di famiglie patogene ,con genitori dalle personalità scisse e disturbate . Diffusissimi i casi di “follia a due”. Spesso gli abusi su bambini e ragazzi hanno avuto esiti tragici.

Ovidio, Maria  Geusa , i due bambini arabi uccisi dal padre) e moltissimi altri casi restano celati fino a quando qualcosa trapela o qualcuno si decide a parlare dalle maglie strette e vischiose delle mura di casa. Ma questo avviene di rado.

L’abuso ancora oggi  resta un fenomeno sommerso. Si registra ancora molta superficialità, ignoranza e poca preparazione in materia .

Le stesse istituzioni preposte alla salvaguardia e tutela dell’infanzia o comunque della persona in essere  in ogni suo aspetto si rivelano impreparate, inefficienti o ancora retrograde e peggio,corrotte.

Basti pensare e sapere che Il reato di abuso su minore rientra nell’ambito di applicazione di altre norme del Codice penale (art. 519 e 521)relative alla generica categoria di   violenza sessuale , ma  non ha ancora un suo ambito precisato e suo spazio di ordine giuridico definito.

Il dato più agghiacciante e intollerabile però resta il fatto che  Parenti, amici, vicini di casa e spesso anche gli insegnanti preferiscono scegliere il silenzio dell’omertà o della assurda  logica chiusa del non prendersi responsabilità.

Responsabilità; è questa l’essenza fondamentale che va risvegliata nelle coscienze di una collettività  , perché dietro un bambino violato c’è una società  intera: prima tra tutti la dimensione microsociale familiare , poi le istituzioni e autorità civili come la scuola,  i servizi sociali, i medici ,la polizia , la comunità .

Cellule che risultano spesso scoordinate o poco preparate , perse tra la confusione lunga e dispersiva di pratiche burocratiche  , protocolli e  tecnicismi complessi che finiscono col perdere di vista la persona, l’essere umano bisognoso di aiuto e sofferente o peggio ancora chiuse da autoreferenzialità e corrotte da complottismi di parte e di interesse.

In questo senso il più delle volte le autorità preposte alla tutela delle persone soggette a maltrattamenti e violenze non intervengono in maniera decisiva  o  al massimo presentano alternative altrettanto violente e traumatizzanti alle vittime di tali eventi: affidi transitori e precari da una famiglia all’altra, case – famiglia ,centri accoglienza religiosi che si rivelano carceri, o covi di altrettante dinamiche  insane e abusanti.

Ancora oggi mancano luoghi adeguati e iter burocratici efficaci e a vantaggio dei soggetti.

Manca soprattutto la prevenzione e la giusta osservazione di tutti quegli indicatori evidenti ed esordienti  che segnalano un abuso, ed esigono interventi tempestivi e a breve termine .

L’ignoranza di una società uccide parimente  o forse anche doppiamente.

Ma intanto vittime innocenti continuano a  pagarne il prezzo con la loro giovane vita o ad espiare in silenzio da adulti colpe che non hanno: Crimini senza vera giustizia.

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