L’amore nell’era dei tablet e dei social, amico non è amico, ma contatto

Ho sempre pensato che “quello che si vuole sia dall’altra parte della paura”. A volte puoi anche vedere l'interlocutore, ma non lo puoi toccare

L’amore nell’era dei tablet e dei social, amico non è amico, ma contatto

da Benedetta Angeli
È un po’ di tempo che ho iniziato a guardarmi intorno con uno spirito più analitico. Vedo però sempre più occhi tristi, volti smarriti, e allora mi chiedo: chi è il pazzo io o gli altri? Ho 22 anni e non mi sono mai “accontentata” di niente, e non per quanto riguarda i beni materiali, ma semplicemente perché penso che si possa sempre fare e avere di più. Mi guardo intorno e vedo sempre più persone a cui la propria vita sta stretta, gente che vaga alla ricerca di nuove “esperienze”, di una vita futura senza vivere il presente che a volte può rendere felici nella sua semplicità. Siamo diventati questo in un 2016 di falsità, gente annoiata che fa scelte sbagliate convinta di sconfiggere la paura della solitudine.

A volte anche in coppia. Ieri sera ero a cena con una mia amica, e ci meravigliavamo di una coppia di sposini con carrozzina che a tavola ridevano e scherzavano come due amici, mentre in altri tavoli altre visibilmente annoiate vagavano con lo sguardo pronto ad afferrare ogni novità che si poteva prospettare.

Mi chiedo: ma siamo o diventeremo davvero questo? L’amore è solo roba da film Disneyani, oppure se ne esiste uno “vero” è finito, nel caso fosse mai esistito?… In realtà sembra che la vita dell’uomo moderno sia stata cambiata profondamente dalle nuove forme di comunicazione, telefonia,web , che trasmettono pensieri nascondendo gli interlocutori. Facebook, Wahtsapp, ecc.., hanno creato nuovi servizi segreti i cui agenti son mascherati da strane foto, fumetti , nickname. Amici purché lontani. Ma l’amico che ti manda l’ennesima barzelletta, non è un amico, è un contatto, è l’espressione della noia e della solitudine.

A volte puoi anche vedere l’interlocutore, ma non lo puoi toccare, abbracciare, fatti scaldare o asciugargli gli occhi pieni di pianto. Chi ti ama, e gli amici veri a volte possono amarti più di compagni o parenti, sanno che il vero amore è fatto di poche dimostrazioni: piccoli gesti, carezze, cenni, sorrisi, fiori raccolti per te, cioccolatini, litigate con la gioia del fare pace e mandarsi a quel paese… Chi ti ama ti corre incontro anche sotto la pioggia, ti abbraccia, ti chiede scusa se ha sbagliato, ti guarda negli occhi, e se ne frega se si bagna l’iphone.

Siamo caduti in una trappola ancora più diabolica! Prima sceglievi tu quando accendere la televisione , lo Smartphone no, lui ti accende in continuazione e ti mette in crisi di astinenza se non ti accende. Hanno ottenuto quello che volevano, una nuova religione, pochi pastori e tutte pecorelle. Le nostre menti, “anime”, usate come agendine con i nostri sentimenti aperti a tutti ma ancora più chiusi all’esterno e alla vita.

Sono tutti convinti che questa tecnologia, tanto veloce e pratica abbia finalmente sublimato la paura e l’ insicurezza che abbiamo dentro di noi . La cosa più triste è che noi del “millennio passato” venivamo solo parcheggiati dalle mamme annoiate davanti ad un televisore; adesso ai bambini viene direttamente connesso il cervello ai tablet, ai telefoni e computer .

Penso che fra poco inseriranno alla nascita un apposito microchip che li collegherà perennemente al global network. Certamente è molto meno impegnativo che farli giocare, sporcarsi di terra, rotolarsi con gli animali. Poi sicuri, che fare un girotondo tra bambini in un prato provochi più malattie che stare chiusi in casa davanti ad un televisorone da 40 pollici con il frastuono di un dolby-surround ?.

Guardatevi intorno in un bus, in una sala d’attesa, vedrete solo una serie di atomi, isolati.

Adesso nei ristoranti troverete allo stesso tavolo coppie, gruppi di amici con una mano alla forchetta e l’altra allo smartphone. Elettronicamente connessi ma socialmente isolati. In fondo, dopo “chattato” per ore che cosa si può aggiungere stando al tavolo con le stesse persone? Con questo non penso che i social network siano il male assoluto, perché l’uomo avrà sempre una mente e un cuore più forte di ogni macchina.

L’amore nell’era dei tablet

Credo che queste tecnologie possono tutto, ma non ti possono far sentire le farfalle nello stomaco e farti tremare le gambe in un’occasione speciale. Forse dovremmo solo essere meno controllati e con meno paure ma più simili agli animali che sono spontanei e con “meno paura di quello che si cela dall’altra parte”. E quindi amate profondamente, ridete di gusto, piangete con consapevolezza, non pentitevi di niente e soprattutto non abbiate paura di mettere tutto in discussione per cercare la felicità.

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