La morte della famiglia e la morte della società

Maltrattamenti in famiglia, indagato 45enne violento

Da Eleonora Favaroni attivista sociale
Su un Giornale locale due giorni fa è apparso un articolo su una vicenda familiare di maltrattamenti. Un articoletto di neanche mezza colonna ,messo un pò a margine della pagina di cronaca locale ma che colpisce per diversi aspetti e merita una riflessione a più voci. Raramente fatti legati al disagio socio-culturale come questi vengono “raccontati” un po di più, rispetto alle testate –lampo , sbrigative e concise che ogni tanto spuntano dai media. Purtroppo fatti di questo genere avvengono e continuano a succedere ma la maggior parte taciuti o rinchiusi entro le mura ermetiche delle famiglie, o dentro le etichettature convenzionali istituzionali. Un circuito chiuso e occultato dove i peccati e il male umano sono soffocati o al massimo , circolano tra i sussurri curiosi e increduli dei vicini, tra le parole di circostanza, tra il bigottismo, l’ignoranza, il pregiudizio sociale e di chi non vuole o non sa guardare. In realtà sono storie da leggere sempre da più punti di vista , sia a livello microsociale, cioè familiare che macrosociale(il mondo fuori) e i rapporti tra loro interconnessi.
Disagio che non riguarda un membro solo, ma tutti i membri di una famiglia e di una società. In questo articolo simile a tanti altri , come quelli di questi ultimissimi giorni del caso di Città di Castello e delle violenze domestiche su donne e bambini , quello che si continua a leggere e vedere è solo una profonda solitudine, un enorme irrimediabile sgretolamento umano e sociale :quello della famiglia ,scissa, isolata impotente che diventa un luogo di non incontro e che crea una vita parallela nascosta fatta di interazioni difficoltose e spesso dannose, che all’inizio non lasciano filtrare nulla poi però le maglie della rete si allargano fino alla rottura definitiva .

La famiglia è un sistema sociale spesso carico di violenza sin dalla sua nascita ,che a un certo punto diventa così carico da esplodere, prima internamente, facendo vittime ,poi esternamente. I falsi e astratti complessi di norme, regole, credenze, etico-sociali, religiose con cui viene nutrita , l’addestramento al principio dell’obbedienza e conformismo sia al suo interno che all’esterno, sono le premesse della sua schiavitù . In questo senso allora si può parlare anche di una società fortemente distruttiva, dispensatrice di certi totem e tabù. Spesso un’ideologia offre un capro espiatorio: l’uomo a una dimensione infelice e alienato. La famiglia è il prodotto di una società: nasce da essa e allo stesso tempo le dà vita. Entrambe non si incontrano, ma mostrano chiaramente la loro drammatica distanza, isolamento,incomunicabilità.

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